Utopica sinopia
Il respiro discreto della notte
cela ricordi perduti della giovinezza,
di quando il buio delle mie sere
aveva il profumo delle nebbie
che invadono l'autunno,
di quando compagne avrei voluto
donne dal viso antico forgiato nell'alabastro,
di quando chiedevo di essere
duro con gli speroni e tenero con la rugiada,
di quando, come un viandante,
camminavo accanto alle parole
sperando d'essere ascoltato,
di quando vivevo come fossi eterno
e gridavo la mia tristezza, la mia impotenza,
la mia vita inutile,
di quando misuravo i miei limiti
ed il mio bisogno di capire, utopica sinopia
che mai sarebbe stata quadro.
Oggi che rassegnata, mi avvolge una stanchezza calma,
compagna di troppe delusioni,
l'anima incisa dal tempo,
accusa il disfarsi di una vita che ancor pretende trovar lampi,
bagliori che sian luce.
Allora alzo lo sguardo verso finestre vuote,
verso balconi desolati poveri di fiori,
verso cieli di rondini che incerte
tagliano l'aria sopra i tetti delle case
e quasi pare più non sappian riconoscere
le rotte antiche del migrare.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (2)
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M
Mau03586 novembre 2009
terribilmente bella e sconsolata. grande per uso d'immagini ed intensita'di pensiero, oltre che per forma.
Carlo Fracassi7 novembre 2009
Molte albe abbiam vissuto ricche d'illusioni cadute al tramonto ma, mentre a lento passo continuiamo sul nostro sentiero, cerchiamo ancora quello sprazzo di luce che ci dia la forza per sognare...
