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Riflessioni 11 novembre 2009 · lettura 1 min · 3066 letture

Marinaio remoto

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Marinaio remoto di questa società canto nel vento, e non m'illudo; non temo il volto minaccioso dei postulanti di briciole ma la cecità degli indifferenti che affrontano la vita scolpiti nel fango, senza temere la pioggia che avanza. Spiano la loro morte dallo spioncino dell'anima, muti come bandiere a mezz'asta.
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L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (9)

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Azar Rudif11 novembre 2009

Non solo come riflessione, ma bei versi anche di denuncia.

Anna Maria Obadon11 novembre 2009

L'indifferenza affonda le sue radici profonde nell'egoismo che ci fa credere al centro del mondo, l'importante è che nulla di sgradevole ci sfiori non accorgendoci che la nostra ottusità ci ha reso statue di fango. Bella poesia.

Nadia Mazzocco11 novembre 2009

Poesia di grande intensitá, ricca di emozioni molto toccanti fino alla chiusa, molto apprezzata questa tua caro Paolo, la tua sensibilitá di uomo e medico é immensa, grazie. Vorrei che tutti i medici avessero questo tuo dono.

Berta Biagini11 novembre 2009

Le riflessioni in poesia sembrano avere un altro effetto, molto più profondo e pesante – speriamo che qualcuno si renda conto nel leggerla che è giunto il momento di cambiare qualcosa. Ma verrà letta da chi dovrebbe?.

Antonella Bonaffini11 novembre 2009

Molto espressiva, perfettamente in linea con il tuo carattere... BELLISSIMA.

Rasimaco11 novembre 2009

versi che suonano come un tocco di campana, come un gong in piena notte... ma gl'illusi e gl'indifferenti continuano nei loro sogni... molto bella

Rosy Marchettini11 novembre 2009

Rabbia, dispiacere, anima frantumata ma al contempo forte e decisa Questi versi sembrano tuonare e l'eco si sparge... Molto bella questa poesia Piaciuta edapprezzata tantissimo

L
Loreta Salvatore11 novembre 2009

La cecità, male del secolo, di coloro che volutamente non vedono per apatia ed indifferenza. Ignavia, come modello comportamentale imperante per dominare il pensiero collettivo. Sfidare il sistema è compito dell'uomo, sebbene esule e ramingo. Riflessione filosofica, saggia ed intensa, molto apprezzata per gli spunti critici che offre circa il quotidiano vivere.

Veleno12 novembre 2009

Riflessioni... pensieri che mettono in luce il nostro quotidiano... fanno chiedere chi siamo... cosa vogliamo... dove vogliamo andare... un guardarsi intorno... osservare ipocresie... indifferenze... e ci sentiamo guerrieri... marinai... a volte persi. Splendida