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Introspezione 13 novembre 2009 · lettura 1 min · 5675 letture

Ogni giorno

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Nessuno ti dice che sarà così... sono stanco di morte, di mille battaglie perse e vinte cicatrici indelebili dell'anima pesi infuocati senza tregua che t'ardono il cuore. Ogni giorno fisso gli occhi nel mostro, ogni giorno sono solo.
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...logoramento... ho scelto di "essere" medico, non di "fare" il medico... non mi lamento, mi piace sempre... ma questo continuo affrontare il dolore, la sofferenza, la morte...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (17)

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M
Mara6013 novembre 2009

Tutta la durezza di una professione, quando viene intrapresa come dovrebbe... cioè come una missione... senza svolazzi, di grande eleganza, molto sentita e piaciuta

Barbara Golini13 novembre 2009

molto triste, esprime tutta la solitudine di chi sopraffatto dal dolore continuo avrebbe bisogno di aria nuova.

Nadia Mazzocco13 novembre 2009

Ti capisco, per un medico che combatte ogni giorno contro questo drago non é facile, anche quando é finito il turno, non puoi staccare la spina e non pensarci piú, tu te la porti a casa la sofferenza, lo trasmetti con questa tua poesia, questa lotta ti logora l'anima... Spero che la poesia ti sia di aiuto in questi momenti.

mp47pasquino13 novembre 2009

E' li nella solitudine che si dovrebbe rinsaldare la forza, non tanto lottando direttamente con la morte, ma cercandola di gabbare, senza darsi colpe ma poggiando sulla buona fede e sull'abnegazione oltre che alle capacità professionali, è molto difficile guardare intorno e trovare il vuoto, ma gli occhi che rimangono a scrutare l'anima sanno che si è dato tutto quello che si è potuto... Fa pensare questa introspezione quasi una confessione, da apprezzare la forma e la grafica, ma soprattutto merita solidarietà e comprensione.

L
Loreta Salvatore13 novembre 2009

Ogni giorno... sfida logorante, impegno ad essere contro la mediocrità dilagante, solitudine tra la folla che cieca va per la sua strada. I giorni inesorabili consumano il desiderio di vivere e di lottare. Ma che sarà del domani se il singolo rinuncerà a vivere? Riflessione provocatoria dall'evidente messaggio umano e sociale. Testo molto apprezzato e condiviso.

Rosy Marchettini13 novembre 2009

Sono stanco d'incontrarla ogni giorno, sono stanco della sua compagnia, sono stanco di combatterla, sono stanco di averla sempre vicino... Tu, medico e la morte camminate fianco a fianco, ma mai riuscirai ad accettarla, sei per la vita, tu...! Profonda e molto bella questa tua di oggi Piaciuta perché, finalmente, un medico che non dice: "alla, morte ci si fa l'abitudine" ...

Anna Maria Obadon13 novembre 2009

Avrei voluto studiare medicina: oggi sono consapevole che sarei entrata in crisi dopo sei mesi di professione perché per persone particolarmente sensibili ritengo sia duro dividere la propria giornata con la morte dei propri pazienti. Versi molto profondi.

Francesco Luca13 novembre 2009

Poesia vera e sensibile. Io ne so qualcosa. Bellissima.

L
Lorenzo Crocetti13 novembre 2009

Spesso la solitudine è una conquista, perché con questa solitudine ti stacchi da un certo osservabile andazzo di molti, che trovano invece nell'indifferenza e nell'apatia una panacea e un tranquillità quasi assoluta. Sentire un'atroce sofferenza per tutto quello che non siamo riusciti a fare, malgrado tutto l'impegno possibile, è senz'altro sentimento nobile e generoso. Però neppure è giusto che, dopo avere operato al massimo delle possibilità, l'anima resti straziata invece che quieta e soddisfatta per aver compiuto, oltre ogni limite, il proprio dovere. Comunque, malgrado quest'ultimo "consiglio", apprezzo moltissimo il tuo modo di procedere, agire, pensare. Che dovrebbero avere in molti.

Berta Biagini13 novembre 2009

Purtroppo nella vita prima o dopo tutti rimaniamo soli, non abbiamo più chi alle spalle cerca di alleviarci le sofferenze ed ugualmente dobbiamo andare avanti – ma quando questo accade giornalmente, senza una tregua, perché è questo il proprio lavoro, allora si che deve essere insopportabile. Letta con grande coinvolgimento.

M
Mau035813 novembre 2009

Caro Dr. Ursaia la capisco ed ancor di più l'apprezzo. Ho conoscenti, parenti ed amici, che svoglono la sua stessa attività.Ebbene, solo i più sensibili tra loro avvertono, intenso, il disagio del contatto quaotidiano con il dolore, la malattria, la morte. Si faccia dunque coraggio, non è solo, come sempre più spesso parrebbe di essere. .

Carlo Fracassi13 novembre 2009

Rende nobile la tua missione il non assuefarsi al dolore caro Paolo. Tu sei stanco di vedere attorno te tanta sofferenza e ma sai che hai tante persone grate per il tuo impegno. Odio e rifuggo quei medici che fanno i mestieranti ma per fortuna c'è gente come te!

Antonella Bonaffini13 novembre 2009

Solo dinanzi alla sofferenza... non sono un medico ma sono cosa significa a volte sentirsi impotenti... 29 agosto... puro.

Rossella Gallucci13 novembre 2009

Difficile mestiere quello del medico quando si è medico e non si FA il medico... bisogna fare i conti ogni giorno con la sofferenza, la malattia e la morte e quando si ha un'anima sensibile come quella di Paolo, può diventare una sofferenza continua... Però io dico:" Avercene di medici, o meglio, di PERSONE come te!" Molto ben scritta, piaciuta davvero tanto per forma e contenuto

Antonio Biancolillo14 novembre 2009

Un momento di stanchezza ...in questa continua lotta che logora l'impegno ...ma è così...chi riesce a sentirla e a viverla in ogni momento... non potrà mai non continuare a lottare... e tu lofarai anche nel tuo sonno... perché questa è la tua vita... Che bellissima poesia... di una verità che tanti non vogliono prendere...

Jeannine Gérard14 novembre 2009

quando si combatte tutti giorni contro la morte, ci si sente sempre un po solo, tu che lo fai ogni Dì, non t'invidio, capisco il tuo stato d'animo... molto sentita

Rasimaco14 novembre 2009

versi che esprimono in chiaro il sentire di un professionista che esercita per scelta e non per mestiere... "il fare" è ben più facile "delll'essere " ... profonda ed intensa come il legittimo sfogo del poeta. molto bella!