Città
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (13)
In questo siamo diversi... io credo che proprio quello spirito sia una benedizione... come chiamarla stasera? Telepatia? Poesia ahimè vera... bellissima.
Bellissima la tua poesia; soltanto penso che vivere la città sia entusiasmante, riscoprire antichi sapori e colori quando tutt'intorno è noia e stereotipo.
Apprezzo la campagna, la natura e tutto il resto ma, con il tempo mi sono resa conto di essere dipendente dallo smog che mi inquina ma mi da vità...pertanto non vivrei mai in campagna né in riva ad un fiume: troppa calma e tranquillità! Scherzi a parte, è vero che la grande città opprime ma per vivere bene altrove è necessario avere lo spirito di Cincinnato! Bella la poesia.
molto bella quest'amore/odio per la città e della voglia di andar via.
Nella città trovi quello che cerchi. Dopo questa massima... mi ritiro in buon ordine.
Il rapporto con la città è secondo me un tema importante nella poesia, basti pensare a Saba solo per citarne uno. Qui il poeta la sente una prigione al suo essere ma nello stesso tempo le è avvinto, come il fiume sotterraneo che mette in chiusa, simbolo di libertà. Apprezzata.
Qui non si tratta di spirito vagabondo ma di non tollerare il proliferare di mattoni e ferraglia che di giorno in giorno ci rubano spazi vitali. Condivisa e molto apprezzata!
Amore e desiderio di libertà chi può negare di averlo mai desiderato – purtroppo nella vita tutto non si può avere – vivere all'aria aperta significa salute e genuinità – mentre nelle città (sicuramente ci si ammala prima, ma possiamo godere di tante comodità che altrimenti ci farebbero restare fuori dal mondo – in particolare, chi come me non ha neanche la patente. Comunque, pur abitando in città amo il verde della natura e quando posso ... (di rado, la faccio mia.
Il testo è incentrato su due immagini antitetiche. La prima: la città angusta che con il suo grigiore e sovrastrutture domina e sopprime lo spirito. L'altra: il fiume che scorre nel suo flusso incessante, libero in divenire. E' il dramma angosciante della vita in bilico tra la parvenza d'Essere e l'Essere stesso. Molto apprezzata per il messaggio esistenziale.
Bella e molto scorrevole, i versi scritti con maestria e tanto sentimento, apprezzata moltissimo.
La città a volte si ama a volte si detesta spesso troppo caotica ...preferirei vivere al mare bella poesia piaciuta e apprezzata
Un senso di insoddisfazione può pervadere... Si vive in dimensioni a volte invidiabili e che fondamentalmente si amano, ma il cuore può portare altrove... verso nuovi spazi... nuovi orizzonti, stimoli di vita dover appagare i propri desideri... Così ho voluto leggerla...
Vai in Australia e li vivrai come un re! Molto belli questi versi in cui la tua anima di istrione soffoca da cemento ed auto Leta con molto piacere Piaciuta tantissimo











