L'anima giace e non respira
Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
Commenti (10)
poesia che entra prepotentemente, un soffio sul collo che ridesta emozioni vissute, c'è un calice di fiele pronto ad ogni sete... è così intensa.
Lo stato d'animo influisce sulle cose che vediamo... Il senso della vita c'è per tutti anche se non tutti lo vediamo accecati dal dolore, poesia ben scritta e apprezzata
Belle immagini che colpiscono... quei graffi... e chi non li sente? Penso però che a volte il nostro animo sia sensibile anche al volo di una mosca, mentre altre volte... potrebbe investirci in piena un treno che torneremmo subito in piedi ad affrontare la vita. Bella poesia!
splendia, intensa e geniale. grande, grandissimo testo
"... e sono graffi del tempo sul nostro dolore" ... la chiusa riassume tutto con un'immagine molto suggestiva... Riflessione sofferta, bellissime metafore... Davvero apprezzata
Colta, intensa, di grande capacità evocativa. Versi che scendono nell'anima. Molto piaciuta
Una splendida poesia sul tema del tempo e dei ricordi. Versi che colpiscono per la loro raffinatezza e la loro grazia, conquistano il lettore, e gli pongono domande a cui solo con una profonda riflessione potrà rispondere. Poesia apprezzatissima e condivisa.
versi che incidono profondamente la sensibilità di un lettore attento... e noi leggiamo di una profonda malinconia nella constatazione che la poetessa fa... e percepiamo il disagio in tutta la sua intensità in quell'adagiarsi dell'anima... poesia eccelsa!
quando l'anima non respira e giace inerme, ogni bellezza circostante si appanna e s'addormenta... la mente non trova pace...è un tormento che comprendo a fondo e che l'autrice ha descritto in poche righe essenziali ed intense: un'opprimente staticità, un gran vuoto che ci fa perdere forze e speranza...
Poesia della sofferenza, ma soprattutto di consapevolezza: è proprio il sapere che continueremo ad andare avanti (senza sporcarci le suole) malgrado le assenze (ombre) cosa che non avremmo mai supposto, ci procura la sofferenza maggiore, Metafore ed immagini malinconiche molto ben espresse, ma soprattutto un eccelso uso delle stesse in maniera da lasciare l'interpretazione libera. Molto riuscito il richiamo "strisciano" ed "ombre sul muro".








