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Riflessioni 7 dicembre 2009 · lettura 1 min · 3318 letture

Stupidi

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Era frumento un tempo questa sabbia spenta; ed ora persino le stelle navigano invano in un cielo vuoto di farfalle pieno di pugni levati a maledire, a colpire il fratello che cade senza un suono. S'aggira il buio per queste strade cieche maledette dall'uomo, dimenticate dal Padre; noi, stupidi esseri umani che ci ammazziamo per noia d'esser vivi.
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Abbiamo ancora qualcosa in testa... e nel cuore?

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (15)

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Daniela Messana7 dicembre 2009

Grande amarezza dove si evidenzia l'egemonia del male, dilagante oggigiorno e a cui molti esseri umani si stanno assoggettando. Verità assoluta espressa magistralmente. Letta con partecipazione e amara condivisione.

Anna Maria Obadon7 dicembre 2009

L'eterna lotta fra il bene e il male ritengo che risalga ai tempi di Caino e Abele. Da allora gli uomini non hanno mai perso occasione per combattere guerre, per prevaricare su esseri indifesi, per oscure congiure di palazzo e per il proprio tornaconto personale. La storia ce lo insegna, cerchiamo pertanto di comportarci secondo coscienza nella speranza di formare un esercito di uomini di buona volontà...come ha detto Qualcuno molto ma molto più in alto di noi! Poesia apprezzatissima.

M
Mau03587 dicembre 2009

Durissima e senza aperture. Forse anche troppo. Ma la condivido in pieno, sperando solo che sia tu che io sbagliamo, anche soltanto per poco, in eccesso. Scritta benissimo, ma è la sostanza che la trascina.

Salvatore Ferranti7 dicembre 2009

Una poesia che colpisce per la sua durezza. Però è anche molto vera, perché spesso facciamo finta di vivere altrove, in un mondo dove tutto va bene. Versi intensi, che fanno riflettere, e mettono in mostra la grande sensibilità dell'autore.

Danielinagranata7 dicembre 2009

Ammirazione per questo uomo e per questo poeta... sà dire sempre le cose giuste al momento giusto... ce ne fossero persone così...ce ne fossero ...allora si che avremmo ancora qualcosa in testa e nel cuore più che condivisa più che apprezzata... la penso esattamente come te

Veleno7 dicembre 2009

Scritta con assoluta riflessione e presa di coscienza... precisa consapevolezza del mondo che ci circondo... fra breve non esisterà altro che la nostra stupidità a volare come farfalle... tra spente stelle. Splendida

L
Loreta Salvatore7 dicembre 2009

Il tedio: segno del disagio esistenziale, della stupidità ed ignavia dell'uomo che ignora il bisogno altrui. Questa cultura dell'ovvio e del pregiudizio rende l'altro il mezzo e non il fine delle nostre azioni. La vita disprezzata in tutte le sue forme, il conflitto esaltato come forma di comunicazione, la violenza come forma di comportamento dominante. Che ne sarà dell'uomo? Di quest'umanità che perde il senso della propria dignità e regredisce verso la barbarie? Il testo traspone in versi di denuncia l'angosciante quesito. Un capolavoro.

Giovanna De Santis7 dicembre 2009

amara triste estremamente condivisa in versi scorrevoli che immediati entrano nella coscienza con metafore che sembrano scene sentitissima piaciuta molto molto

Clodiaf09047 dicembre 2009

Dolente riflessione sul fine ultimo della vita, spesso sprecata da noi stupidi umani. Sofferta.

Nadia Mazzocco7 dicembre 2009

Dolente e profonda questa poesia, condivisa in ogni suo verso. Apprezzatissima!

Francesco Luca7 dicembre 2009

grande riflessione, dolorosa e intelligente. apprezzata.

D
Domenica Caponiti7 dicembre 2009

intensa riflessione di un mondo che, ormai, scivola nella superficialita'...e i valori dimenticati chissa' dove... poesia molto bella che condivido ...molto apprezzata

Antonella Bonaffini7 dicembre 2009

Una riflessione dura, ma intelligente ed espressa con la pacatezza di sempre. Molto, molto bella.

Berta Biagini7 dicembre 2009

Basterebbe quella parola che risiede nel titolo per farci comprendere quello che effettivamente noi siamo, pronti a non fermarci davanti a niente pur di arrivare – che importa se tanti muoiono, l'importante è salvare la nostra pelle. Orrore e solo orrore!.

Rasimaco8 dicembre 2009

ancora una sublimità su un tema a sfondo umano, non dico sociale di proposito, anche se la stupidità umana potrebbe rientrarci benissimo... cosa stiamo facendo? stupidi umani...!