Stupidi

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Grande amarezza dove si evidenzia l'egemonia del male, dilagante oggigiorno e a cui molti esseri umani si stanno assoggettando. Verità assoluta espressa magistralmente. Letta con partecipazione e amara condivisione.
L'eterna lotta fra il bene e il male ritengo che risalga ai tempi di Caino e Abele. Da allora gli uomini non hanno mai perso occasione per combattere guerre, per prevaricare su esseri indifesi, per oscure congiure di palazzo e per il proprio tornaconto personale. La storia ce lo insegna, cerchiamo pertanto di comportarci secondo coscienza nella speranza di formare un esercito di uomini di buona volontà...come ha detto Qualcuno molto ma molto più in alto di noi! Poesia apprezzatissima.
Durissima e senza aperture. Forse anche troppo. Ma la condivido in pieno, sperando solo che sia tu che io sbagliamo, anche soltanto per poco, in eccesso. Scritta benissimo, ma è la sostanza che la trascina.
Una poesia che colpisce per la sua durezza. Però è anche molto vera, perché spesso facciamo finta di vivere altrove, in un mondo dove tutto va bene. Versi intensi, che fanno riflettere, e mettono in mostra la grande sensibilità dell'autore.
Ammirazione per questo uomo e per questo poeta... sà dire sempre le cose giuste al momento giusto... ce ne fossero persone così...ce ne fossero ...allora si che avremmo ancora qualcosa in testa e nel cuore più che condivisa più che apprezzata... la penso esattamente come te
Scritta con assoluta riflessione e presa di coscienza... precisa consapevolezza del mondo che ci circondo... fra breve non esisterà altro che la nostra stupidità a volare come farfalle... tra spente stelle. Splendida
Il tedio: segno del disagio esistenziale, della stupidità ed ignavia dell'uomo che ignora il bisogno altrui. Questa cultura dell'ovvio e del pregiudizio rende l'altro il mezzo e non il fine delle nostre azioni. La vita disprezzata in tutte le sue forme, il conflitto esaltato come forma di comunicazione, la violenza come forma di comportamento dominante. Che ne sarà dell'uomo? Di quest'umanità che perde il senso della propria dignità e regredisce verso la barbarie? Il testo traspone in versi di denuncia l'angosciante quesito. Un capolavoro.
amara triste estremamente condivisa in versi scorrevoli che immediati entrano nella coscienza con metafore che sembrano scene sentitissima piaciuta molto molto
Dolente riflessione sul fine ultimo della vita, spesso sprecata da noi stupidi umani. Sofferta.
Dolente e profonda questa poesia, condivisa in ogni suo verso. Apprezzatissima!
grande riflessione, dolorosa e intelligente. apprezzata.
intensa riflessione di un mondo che, ormai, scivola nella superficialita'...e i valori dimenticati chissa' dove... poesia molto bella che condivido ...molto apprezzata
Una riflessione dura, ma intelligente ed espressa con la pacatezza di sempre. Molto, molto bella.
Basterebbe quella parola che risiede nel titolo per farci comprendere quello che effettivamente noi siamo, pronti a non fermarci davanti a niente pur di arrivare – che importa se tanti muoiono, l'importante è salvare la nostra pelle. Orrore e solo orrore!.
ancora una sublimità su un tema a sfondo umano, non dico sociale di proposito, anche se la stupidità umana potrebbe rientrarci benissimo... cosa stiamo facendo? stupidi umani...!












