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Morte 8 dicembre 2009 · lettura 1 min · 6723 letture

Morire piano

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Franca Canfora 284 poesie pubblicate
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Morire sottovoce, un po' per volta, sciogliersi come fa la neve, quando s'aggruma e gela, e poi svanisce piano. Aspettarla, ma non sentirla questa fine che viene a chiudere un diario ancora in bianco. Dire addio, senza clamore, un congedo in un fruscio, un frullar d'ali e via. Posar la testa sul cuscino, e poi l'oblio. Saper che preme, e non sapere quando.
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L'autore
Franca Canfora

Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon

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Commenti (17)

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Guevara8 dicembre 2009

Sempre molto bello e fluido il tuo modo di scrivere .Versi che mi trasmettono un'immagine di una donna triste "quel diario ancora in bianco ", quel pensare alla morte (forse incosciamente) come una paura da esorcizzare ...o evento visto come liberazione dall'infelicità. Prendi in mano la tua vita, nel bene e nel male, sii artefice attiva di essa... vedrai che se avrai speso bene il tuo tempo, la morte sarà sconfitta. Bella

Franciscofp8 dicembre 2009

Dolce questo morire piano, un dileguarsi nel nulla in silenzio quasi un volersi liberare dalla paura che ci assilla. Molto apprezzata

Gesuino Curreli8 dicembre 2009

"Morire sottovoce" come il tuo canto che non perde nota o semitono, che preferisce l'"andante" e mai il "solenne", che disdegna l'"allegretto" per il "piano" e dà conforto a chi lo legge intento. Pacata riflessione musicale, preghiera per chi crede, per me sermone di respiro e di vitale afflato che, caldissimo, mi è entrato nelle vene. Morte, sorella morte vieni, pendimi nel mistero del tuo manto, non dire quando e come, dolce come un frullo d'ali, il solo che apra l'uscio del silenzio. Lascia che posi il capo su un guanciale e poi verrò da te, pentito per il male che avrò fatto, e grato per il bene ricevuto, incredulo che tutto sia finito cosi velocemente, come un "bè", brevissimo come un attimo rubato alla conta infinita dell'eterno.

Berta Biagini8 dicembre 2009

Non ci è dato adito sapere quando arriverà, ma dobbiamo sempre farci trovare pronti onde non lasciare chi ci è vicino con le mani fra i capelli per non sapere dove mettere le mani quando non avrà più la nostra guida. Sono piccolezze ma che senz'altro aiuteranno nel portare avanti quello che abbiamo costruito.

Antonella Bonaffini8 dicembre 2009

Un dolce morire descritto in versi di straordinaria capacità espressiva. Bellissima.

Clodiaf09049 dicembre 2009

Intensissima e molto evocativa considerazione della morte e sulla morte. Struttura perfetta, ad esaltare il contenuto.

A
Alberto Canfora9 dicembre 2009

Morire? Si ma senza vivere pensando a quel giorno altrimenti la morte arriva prima del previsto logorandoci con il pensiero. Quando non c'è nessuna fretta. C'è una barra con un cartello dove c'è scritto FINE tenuta in mano da tante persone che ci aspettano. Tutti dovremo passare di là: Chi crede e chi no. La poesia è bella, , ma per i pessimisti. Ma non lo è per chi vive "solo" con le sue arti che danno la gioia di vivere. Non c'è alcun motivo di pensare troppo alla morte. Ogni giorno è uguale agli altri. Non ce ne deve essere uno più uguale.

Giovanni Monopoli9 dicembre 2009

una poesia per un morire senza sofferenza, dei versi che sublimi incantano il lettore perché anche alla morte il dovuto sapere con grazia e fluidità del capire che in fondo nessun timore occorre avere quando essa giunge ha il suo potere... ottima poesia

C
Christiane Riti9 dicembre 2009

morire piano piano in silenzio e sciogliersi come la neve. Dire addio sottovoce e non sapere quando. Bellissima, come sempre le tue poesie segnano i nostri cuori.

Antonio Biancolillo10 dicembre 2009

Meravigliosa e delicata la descrizione del pensiero di un dolce morir... sciogliersi lentamente come neve... senza sofferenza... in sottovoce... Che bella... molto espressiva... sa scendere con tutta la sua intensità nell'anima... Apprezzatissima...

D
Domenica Caponiti10 dicembre 2009

delicata e triste poesia... versi lievi scorrono nel loro fluire... poesia malinconica dove speranze sembrano morire e aspettar l'oblio... molto bella

Antonella Scamarda10 dicembre 2009

...Un diario ancora in bianco, dove la Vita, avrebbe voluto raccontare di vissuti giorni... e poi silenziosamente scivolare piano nell'oblio, senza rumore, dolcemente, e soprattutto, senza sapere quando ciò avverrà,perché non ne sia oppressa l'anima... Bellissima, da conservare nel cuore.

Carlo Fracassi10 dicembre 2009

Questi versi mi turbano troppo perch'io li possa commentare serenamente. Dico solo che dolore e solitudine sono sentimenti voraci e alimentano sè stessi con altro dolore e solitudine. Fuggi via da questa torbida spirale, fuggi via e cerca di distrarti e se necessario abbandona la poesia per un po', perché in questi casi può solo esaltare il tuo tormento e non lenirlo. Buon Natale con tutto il cuore!

B
Biondi Fernando10 dicembre 2009

poesie carica di tristezza, quasi esasperata, chiudere un capitolo, del romanzo chiamato esistenza, e chiuderlo con un addio, muore una parte di noi stessi, ed in questa poesia esprimi la massima amarezza, ma come tu bene sai, se dio muore è per tre giorni e poi risorge, e così è la tua anima, risorgerà ancora più fortificata, ancora più viva, per i versi, franca sei grande

Salvatore Ferranti10 dicembre 2009

Poesia triste, ma molto vera. La morte è una certezza, ma non sappiamo quando si realizza, e questo rende la vita ancora più bella, perché se sapessimo in anticipo la data della nostra morte, sarebbe un dramma. Poesia molto bella, che ho apprezzato tantissimo. all'autrice.

Veleno10 dicembre 2009

Un dolce, leggero morire... in versi straordinariamente evocativi e descrittivi... versi delicati cosi' leggeri fluiscono nell'anima. Splendida

Doraforino11 dicembre 2009

Un frullare di ali e dire addio, senza clamore, per dormire il sonno eterno della morte. Saper che preme, ma non sapere quando!