Luci e desideri
La città
Un immenso palcoscenico
Di luci colorate
Che riescono a fendere
Il prurito della nebbia
Vedo un triste vagabondo che
Sbircia con occhio cupido una puttana
Confusa nella via brulicante di vita
E di intabarrate giovani ragazze
Bimbi sgambettanti e occhi allucinati
Dal bagliore delle vetrine
L'ipermercato nel grande viale
Sembra una enorme bocca
Fagocitante minuscoli omini trainati
Dai loro carrelli
E non solo le luci dei lampioni
E delle vetrine
Ma anche la luce riflessa
Del traffico intenso
Fanno perdere la percezione del tempo
E dello spazio
L'esplosione di tante luci
Droga per abbagliare le menti
Obliate delle crisi ormai perpetue
E impastate per rianimare
Desideri infantili di
Possesso.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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