Acquazzone d’estate
E’ un mezzogiorno di fiacca.
Il cielo si fa di un nero sempre più nero
traforato qua e là da lampi fra nubi represse,
da tuoni che squarciano il mondo, sulla terra bruciata
e sui tetti delle case sbiancate.
Rade gocce gonfie si schiacciano sulla pietra
come frutti maturi staccati dal ramo.
Sempre più rapide e spesse
s’infittiscono fino a celare la vista.
Più che stanco eccitato, me ne sto a pensare
non so bene a che cosa,
sul libro aperto che non vedo.
Non mi accorgo del sole che filtra la pioggia
e fa nelle pozzanghere le ultime bolle in punta...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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