Purgatorio
Ho attraversato schegge
di tempesta a frustarmi la pelle,
ho collezionato stalattiti
di ghiaccio conficcate nella carne,
sono caduta nel fango
nauseabondo dell'altrui disprezzo,
ho nascosto paure sotto il letto
dove non avrei mai guardato,
ho conosciuto la morsa
senza onore dell'invidia,
ho assaggiato l'umiliazione
nuda della vergogna,
ho camminato senza nome
in strade congelate dall'indifferenza,
sono caduta in ginocchio
sotto il peso della mia colpa,
ho urlato rabbia e sangue
al dolore della perdita,
e ho visto gli occhi velati
della morte irremovibile.
Ora la mia anima è pulita,
gli angeli attendono,
sono pronta.
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L'autore
Stefania Menegatti
Arredatrice, laureata in Sociologia, Master in web marketing, poetessa per passione, amo anche viaggiare e cucinare. Ho un mio blog di poesie e riflessioni: http://cogitoergosum-poesieriflessioni.blogspot.com
Commenti (2)
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Enio Orsuni14 dicembre 2009
scura epopea. ma per fortuna il peggio è passato. molto apprezzata
Salvatore Armando Santoro14 dicembre 2009
Non so quali peccati tu abbia commesso. Sei certa che non ti autofustighi per nulla? E' un pecacto vivere questa vita autofustigandosi. Io sono certo che se ti liberi il cervello di alcuni preconcetti, ti accorgerai che tu di peccati no ne hai mai commessi. Comunque i versi sono abbastanza sciolti anche se un tantino "liturgici"!

