Epitaffio nero ad una tomba abbandonata
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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Malinconica sensualità e amorevole tocco per queste immagini quasi barocche nella loro pienezza e nei loro colori. Ci parlano di un grande amore e del grande cuore della poetessa.
Poesia che proietta uno scenario del tutto particolare, con questi fiori che simboleggiano il carattere e il comportamento di chi ora morto e non c'è più.Un incontro che serba ancora rancore, un incontro con le lacrime asciutte, che ha nella formalità il suo unico scopo. Poesia bella e originale .
Amore e amore, ma anche rancore in questi bellisimi versi dal profondo significato Ci sono solo i fiori, rose colorate per dipingere il carattere di colui che giace, ma non ci sono lacrime e quindi perdono... perdoniamo al fine di far staccare dalla terra colui che senza perdono è costretto a vagare Poesia molto, molto bella Piaciuta ed apprezzata tantissimo
Versi particolarmente singolari in una lirica elaborata originalmente, espressiva, musicale e molto piaciuta
lirica dolcissima come le rose in ritratti floreali. In lingua spagnola e estremamente più sensuale e prende allo stomaco.
Tutto è questa bella poesia fuorché comica. Inoltre può avere due significati distinti. Se la tomba abbandonata è di una persona conosciuta dall'autrice, e magari che è stata anche in rapporto sentimentale, allora al di là della comprensione umana che ella le dimostra ci rivela però un qualche rancore non sopito nei versi nessuna lacrima nessuna parola d'amore. Se la tomba è di uno sconosciuto invece il sentimento di solidarietà è incondizionato anche se l'autrice, naturalmente, non può offrire lacrime e amore a chi non si è conosciuto.
Parole di affetto profondo spazzate via dal rancore verso un amore che non c'è più, a che serve piangere per colui che dopo essersi dissetato con la nostra linfa vitale ha chiuso la porta del suo cuore senza neanche salutare. Così l'ho letta. Mi ha coinvolto molto, la sento molto vicina.





