Non sarebbe che Natale

Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (9)
direi fantastica abbinamenti originali e profondi che scoprono tante verità
eh già, che natale sarebbe... di un profondità da ripescare nel pozzo. molto piaciuta
La poetessa, con uno stile personalissimo e molto originale in una struttura che procede sicura nella logica, ci dice che non sono le "feste comandate" a dare un senso alla vita se questa è stata offesa da un abbandono, non si può in queste occasioni fingere che nulla sia accaduto e perdonare le ferite in nome di un sogno di pace. Notevole.
E' ipocrita aspettare una festa per dimenticare quello che è stato tutto un anno passato.
Poesia straordinaria nel suo andare incalzante eppur pacato, che è riflessione e sfogo. Difficile far finta di nulla, difficile dimenticare e perdonare solo perché è Natale.
Poesia straordinaria nel suo andare incalzante eppur pacato, che è riflessione e sfogo. Difficile far finta di nulla, difficile dimenticare e perdonare solo perché è Natale.
Un ragionar nell'intimo fatto con grande forza e dolcezza al tempo su dure verita' che i versi fanno certamente capire... Bella bella!
Versi riflessivi che evidaziano un rammarico antico tra le pagine lette, un inutile pentirsi dall'espressione amara ai lati della bocca, e allora ecco che è difficile dimenticare e perdonare solamente perché è Natale. Gradita!
Se al cuor non si comanda in amore, neppur lo si comanda nel dolore. Versi pacati ma sferzanti come colpo di frusta!






