Quale Natale

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Il poeta, essendo una sensibile creatura, non può fare a meno di notare l'ipocrisia che ruota intorno al Natale, le contraddizioni e quel dire sbrigativamente che è la "festa dei bambini" mentre dovrebbe essere prima di tutto raccoglimento per gli adulti in modo da trasmettere valori profondi ai figli. Condivisa e apprezzata.
Una realta' stridente e fastidiosa trapela da questi versi davvero ben congegnati, che il poeta dipinge con ottimo pennello. Molto scorrevole e musicale alla lettura. Piaciutissima
La simulazione dei buoni sentimenti ha come palcoscenico per eccellenza il Natale. Gente che non ha mai condiviso nulla con gli altri, all'improvviso si maschera da Babbo Natale e recita impassibile le movenze obbligate. In giro ce n'è pieno e urta ancor di più chi come l'autore ha di fronte a sè la vera sofferenza che lotta per la vita. Condivisa e molto piaciuta.
I cuori si aprono, il 25 dicembre...è come una serratura a tempo che lascia sbirciare come si potrebbe essere, se solo si volesse. Il giorno dopo si richiude e per un anno ancora non sarà necessario pensare a quello che siamo e a come sarebbe meglio essere. Intanto, però, ci si lucida gli occhi... e non si prova nemmeno vergogna...è tutto così naturale... e amaro...
Natale festa che per animi mediocri nel fuggente gesto di bontà appaga mentre per animi sensibili è sofferenza all'indifferenza cruda del poi poesia elegante entra immediata nelle coscienze più che apprezzatisima
E' sempre lei Dr. Ursaia. Ed è giusto e coerente scrivere ciò che ha scritto oggi in bei versi. Lei è sempre lei e con questo intendo farle uno dei migliori che io conosca. Sensibilità e coerenza.
Io dico che se ci mettessimo d'accordo... beh non ci si crede... anche il mio di Natale pesa e l'atmosfera che percepisco intorno a me... non mi convince neanche un pochino... sentita, molto bella.
Natale dovrebbe essere svestirsi dall'ipocrisia che c'è in tante persone e vivere invece in un mondo cristallino e ricco di amore fraterno.
Nuovo Natale, vecchi problemi... atteggiamenti stereotipati improntati alla falsità più assoluta. Bei versi, molto apprezzati.
Non può credere l'autore come abbia centrato in pieno il problema di questi giorni – ovunque ci voltiamo viene da domandarsi se stiamo vivendo nel mondo di sempre, siamo tutti buoni, tutti con il sorriso sulle labbra e dietro dietro... quando finiranno queste feste! – Mi fermo qui.
Hai davvero ragione, anche io ho scritto una poesia di natale, diciamo anticonvenzionale, perché spesso in questo periodo di feste le ipocrisie spiccano il volo, e ci sono cose digsustose che si vedono in giro. Poesia che condivido in toto, davvero bella, da conservare perché fa riflettere sulla società in cui viviamo.
Non potevi dipingere meglio l'ipocrisia che ruota intorno alla festa più attesa dell'anno ma più consumistica di tutte, non solo a livello monetario ma, e, soprattutto, morale. Versi decisi e profondi che condivido ed apprezzo in pieno.
Sicuramente versi condivisi... non è questo il vero Natale tanto apprezzata
Riflessione acuta, saggia e sentita di rara sensibilità. Natale non è una favola ma la storia che diviene, disegno di un Dio che ama indomito, salvezza dal male ed amore che redime. Se tutti potessero comprendere la centralità di quest'Evento che racchiude il senso dei sensi, saremmo consapevoli che siamo di Dio e verso Lui andiamo, se purificheremo le nostre miserie. L'autore lascia un messaggio che è invito a vivere la dimensione spirituale del Natale. Molto condivisa ed apprezzata per l'eleganza ed il contenuto "forte".
ogni anno torniamo da dove eravamo l'anno prima ed ancora gli anni antecedenti... nulla è cambiato, nemmeno le parole di sdegno, tutto è rimasto immutato... il tuo, il nostro è un grido soffocato e non ascoltato, il nostro grido è scomodo Piaciuta ed apprezzata oltre che condivisa
Riflessione e sentimento condivisi. Purtroppo ogni anno si ripete la stessa farsa, con regali, auguri, atteggiamenti spesso falsi... Molto sentita
eh Si! caro amico... quanta ce n'è ...! tanta da non poterla più quantificare... la si osserva ad ogni angolo di strada... ma ho avuto il piacere anche di vedere qualche mano stesa ad asciugare una lacrima... ancora esiste un barlume d'umanità. Poesia che tocca profondamente e che toglie veli dietro cui spesso si nascondono falsari di bontà.
Un sentire che va oltre l'osservare il sentire... insito nell'autore sono i pensieri non credo neppure riflessioni tanto ne escono naturali e sentiti ...e ne fà propri per il nostro ascolto. Splendida














