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Introspezione 24 dicembre 2009 · lettura 1 min · 3046 letture

Il dono e la condanna

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Colpisce come uno schiaffo il sordo sorriso d'un domani precluso che più non spera ma cerca sguardi, carezze d'amor disperato; hai il volto del Cristo un cuore spezzato e non posso regalarti che attimi senza dolore, Cireneo stanco e disarmato del tuo aspro fardello. Atroce sconfitta ridarti la Croce ed ogni volta osservarti morire.
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Quando un paziente, un essere umano, non può essere più guarito, può, deve essere sempre curato. Il dolore deve essere eliminato, come i sintomi fastidiosi. E deve essere accompagnato, aiutato. Vi assicuro che è dura... ma è qui la differenza tra un medico che non dimentica di essere un uomo... ed un tecnico della medicina.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (13)

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Perlanera24 dicembre 2009

E' davvero dura affrontare questi momenti... ogni sguardo che si vede spengere è una parte di noi che se ne va con lui... Versi che si tessono nell'anima! .

Antonella Bonaffini24 dicembre 2009

Tu prima di me, sai tuttavia che non è cosi'...il mondo è zeppo di tecnici... che potrebbero fare fore gli architetti, gli ingegneri, ma non i medici! Condivisissima.

El Corripio24 dicembre 2009

Che dire... le profondità di questi versi, alla vigilia di Natale, sono verità grattate con le unghie nel fondo di quelle carni e quelle anime sofferenti. Come Cristi che in eterno rivivono la passione. Bella come sempre.

Grazia Bianco24 dicembre 2009

Quanta tristezza, la si percepice, quasi la si tocca intrisa di dolore e rassegnazione, un medico,è un essere umano che davanti a d alcune sofferenze soffre doppiamente, per il dolore del paziente e per il dolore della sua impotenza... vera e profondamente forte

Grazia Bianco24 dicembre 2009

Quanta tristezza, la si percepice, quasi la si tocca intrisa di dolore e rassegnazione, un medico,è un essere umano che davanti a d alcune sofferenze soffre doppiamente, per il dolore del paziente e per il dolore della sua impotenza... vera e profondamente forte

Antonella Scamarda24 dicembre 2009

Poesia di fortissimo impatto emotivo, che mi colpisce da molto molto vicino. Dico senza presunzione, che solo chi ne ha fatto esperienza può veramente capire quanta cruda realtà,e quanta nobiltà d'animo esprimano i tuoi versi. Io che ho percorso tutte le stazioni di quella Via Crucis, fino all'estremo Golgota, dove ho detto addio al giovanissimo padre dei miei figli, posso dirti che hai tutta la mia ammirazione e gratitudine! Ce ne fossero di medici come te!

Anna Maria Obadon24 dicembre 2009

Nelle mie lunghe pereginazioni, per motivi familiari, in vari ospedali ho incontrato molti Tecnici ma anche alcuni medici dotati di grande umanità. Quando non ci sono più cure per aspirare alla guarigione è fondamentale la figura di un uomo che sappia accompagnare con dolcezza verso l'ultimo traguardo. Bei versi...

Berta Biagini24 dicembre 2009

Toccanti versi giungono in questo giorno colmo di luce capaci di ravvivare il nostro cuore affinché anche solo con una parola si possa stare vicino a chi realmente soffre. Una poesia da brivido molto sofferta. Sentita.

Silvia De Angelis24 dicembre 2009

Versi pieni d'umanità che avvicinano ancora più alla sensibilità del poeta del quale condivido a pieno i concetti e che comprendo fino in fondo per un mio lutto recente dopo lunga e atroce agonia. Intensa poesia e colma d'espressione, ne ho veramente gradito la lettura Apprezzata

Salvatore Ferranti24 dicembre 2009

Poesia molto triste, ma molto bella, affettuosa, un uomo che cerca di combattere la morte, tutti i giorni, e quando non ci riesce, lascia una carezza... sei una persona sensibile, oltre che un gran poeta. applausi veri, che vengono dal cuore.

Danielinagranata24 dicembre 2009

Versi umani e toccanti sentire il dolore dentro il cuore molto condivisa e apprezzata

L
Loreta Salvatore24 dicembre 2009

La Croce racchiude il senso della vita, del nostro impegno, del quotidiano esistere: la sofferenza di chi incontriamo e la nostra nello stare distanti da un mondo fatuo ed apologia delle apparenze. Questa poesia è da dedicare a chi soffre e vive la malattia con dignità, ma anche a tutti gli operatori che lavorano nella Sanità e con sacrificio si offrono gratuitamente per la dignità della persona. A questi, ed a te in particolare, rivolgo il mio apprezzamento per le speranze che apri di un domani migliore. Meravigliosa in tutti gli aspetti.

V
Vivamare27 dicembre 2009

Un Grazie alle persone come te, che accompagnano e sollevano, per quanto possibile, chi si trova ad affrontare il limite della vita ancora più dolorosamente, essere costantemente a contatto con la morte credo ridia il giusto senso alla vita. La vita ha sì un limite, l'Amore no, ed è quello che traspare dai tuoi versi toccanti e bellissimi, un caro saluto, Rosa Alba