Perché il fiume non lo sa

scende da un letto di fiume debordante di fango
il natale
su tracce di slitte ricoperte di melma
stanchi occhi d'operosa notte
riposano al profumo d'aria festiva
stentati sorrisi
da giovani cuori allegri
si vestono a bandiere di gioia
dai freschi colori
le case grondano sudore
dalle loro cantine
venti leggeri di cauto ottimismo
asciugano pozze di paure
di notti insonni
ed il natale come candida neve bambini
ricopre d'aria serena adulti visi
sperduti rivoli raminghi
ritrovano sedi consuete
tra ali di famiglie sollevate
e calici tra vette di rinnovato buonumore festeggiano
perché il fiume non lo sa
ma oggi è natale
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L'autore
Midesa
nato(sono maschio) nel golfo dei poeti (a la spezia) nel marzo 1966...nel 2009 come per incanto all'improvviso ho incontrato le parole e la voglia di mettere su carta sensazioni emozioni desideri a volte nascosti anche a me stesso
Commenti (1)
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Daniela Messana26 dicembre 2009
Un Natale che finge benessere, che inebria i cuori drogati da gioie del momento camuffate da colori e finte allegrie. Un Natale che porta illussioni perché la realtà è fuori dove un fiume che deborda dal suo letto inonda tutto di fango. Quanto si desidera un Natale pieno di consapevolezza da poter dare una corretta reattività affinché si possa arrivare veramente ad un mondo migliore! Bellissima questa poesia.

