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Famiglia 27 dicembre 2009 · lettura 1 min · 5014 letture

Inutile

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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E' un bacio affettato a marcar territorio e m'inzaccheri di te come fanno i gatti. Strapperei quella maschera non fosse che altri vuol credere sfortunato al tuo sghignazzare slavato; sbrinerà la vanità, e resterai nuda nell'agitarsi rapace di cianotica insipienza. Ti fissa silenzioso il figlio, livido del livore che hai creato; e sei sola in pessima compagnia di te stessa.
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Non sopporto l'ipocrisia di certi... incontri natalizi. Meglio evitarli. Non sempre si può...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (15)

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Anna Maria Obadon27 dicembre 2009

Banalità post- natalizia: " I parenti sono come le scarpe più sono stretti e più fanno male..." Non c'è niente di più sgradevole dei soliti incontri o riunioni parentali obbligati che puzzano di falsità a cento miglia distanti. Personalmente ho risolto : sto con chi mi va a genio per tutto l'anno parenti e no!...E le feste non sono ancora finite... bella poesia condivisa al 100.

Silvia De Angelis27 dicembre 2009

Purtroppo a volte si è costretti a sopportare compagnie non gradite... fa parte del gioco! Forte idoneità espressiva in questi versi incisivi che ho molto apprezzato

Nadia Mazzocco27 dicembre 2009

Condivido la tua poesia, perché sincermente vera e molto ben espressa, e condivido anche il commento di AM. Obadon

Grazia Bianco27 dicembre 2009

forte e cruda, hai scritto versi di un pensiero che nella mia mente circola... ipocrisia di un essere che indossa la maschera solo il giorno in cui si DEVE ESSERE BUONI... sentita a pelle e piaciuta

Giovanna De Santis27 dicembre 2009

parenti serpenti titolo di un film, e quanti i serpenti in giro, sono quelli che emanano più veleno e forse quello che nuoce di più,in un abbraccio d'augurio mascherano assurda cattiveria. poesia piaciutissima condivisa appieno anche la nota

Daniela Messana27 dicembre 2009

Se si tratta di ipocrisia è meglio non stare al gioco. Condivisa e sentita.

Berta Biagini27 dicembre 2009

Un argomento questo che tocca tutti da vicino – quando è possibile cerchiamo di stare alla larga da tutto questo, ci guadagneremo anche solo in salute. Lasciamo il mal di stomaco ad una grande abbuffata, almeno qualcosa avremo goduto. Sentita sentita.

Antonella Bonaffini27 dicembre 2009

Bisogna dare spazio a questi teatrini di terz'ordine una volta all'anno e farli divertire... oppure tenersi ben lontani dal teatro e lasciare che l'ipocrisia abbia solo loro come spettatori. Piaciuta e condivisa!

Salvatore Ferranti27 dicembre 2009

è vero, certi incontri sono terribili, ma evitarli, spesso, non è possibile. si devono fare e basta. l'ipocrisia, naturalmente, scorre a fiumi in queste situazioni. splendida poesia, una gemma su cui riflettere.

Clodiaf090427 dicembre 2009

Dura e diretta, accomoagnata da un'efficace figura illustrata, questa poesia condanna senza appello l'ipocrisia delle persone, che ci fa più male quando si tratta di presenza vicine alle nostre cose più care. Sentita.

Rasimaco27 dicembre 2009

espressione poetica pulita ma diretta e decisa che tocca un tasto dolente di questa nostra epoca con tutte le sue sfumature d'ipocrisia con sorrisi a 34 denti... piaciuta!

Danielinagranata27 dicembre 2009

Diretta ...pane al pane e vino al vino purtroppo i parenti non si scelgono molto condivisa

Rosy Marchettini27 dicembre 2009

Parenti serpenti? E' solo un pranzo l'anno, sopportiamo, il dovere di figli, poi ci si potrebbe pentire Forte questa tua, ma piaciuta ed apprezzata moltissimo, anche perché storia di vita vissuta...

Antonio Biancolillo28 dicembre 2009

Vero... molto veri i versi di questa ennesima prova di sensibiltà che ci offre l'Autore... Momenti come questi in cui tantissime volte è evidente l'ipocrisia di un gesto quasi dovuto... ma che sarebbe stato meglio non ricevere... nella tua grande espressività...

M
Marina Como28 dicembre 2009

Stupende le rabbiose immagini che balzano dalla tela per azzannare l'ipocrisia. La "vanità" non è che una veste su gelido nulla, basta una passata di sano sole, per "sbrinarla".