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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Riflessioni 29 dicembre 2009 · lettura 2 min · 5237 letture

Suite inglese

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Ti ho abbandonato là, nella vecchia casa, tra i libri e le tele del mio ieri borghese. "Ti porto nel cuore, mi basta così! Per te non c’è posto, nel mio mondo nuovo". Ma il tempo è passato sognandoti ogni notte: le tue corde ascoltavo vibrare, narrando, intonando la sarabanda greve dell’anima mia. Ti avevo giurato eterna fedeltà, ma poi ti ho tradito, lasciandoti là. Oggi soltanto, e di nascosto, sono tornata all’antica dimora, in punta di piedi, per non svegliarti, senza respiro, per non spaventarti. Ho aperto la porta e tu eri lì. Nella penombra del meriggio invernale, il tuo profilo muto, immobile, scuro. Addossato alla parete, opaco, ingrigito, un velo di polvere, a coprirti dal gelo. Con le mani tremanti ho dischiuso lo scrigno: d’ebano e avorio è costruito il tuo cuore. A quel raggio improvviso di luce, tu, sottovoce, ti sei risvegliato, rispondendo in sordina, ovattato, al mio tocco insicuro, legato. Agili, un tempo, le mie dita allenate. Non più cristallino il tuo suono, ormai rauco, scordato. Ma nel silenzio di quel nido ora vuoto, la cascata di note dell’antica gavotta, con me, di nuovo, la danza ha intrecciato. Adagio, andante, moderato, veloce, presto, con fuoco... Al ritmo incalzante del mio batticuore, ardentemente amanti. io e te soltanto, di nuovo. Tu sei il mio pianoforte, non mi basta, ora so, portarti nel cuore. Voglio con te infinitamente suonare la giga rovente del nostro rinnovato amore.
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (5)

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Clodiaf090429 dicembre 2009

I musicisti sono dotati di sensibilità particolare e non fa eccezione la poetessa che ci regala questa bella poesia d'amore per il suo pianoforte.

Carmelita Morreale29 dicembre 2009

La musica è, come ogni forma d'arte, un grande amore. Come tale lo si coccola, lo si coltiva, e magari distolti dai mille problemi del quotidiano, lo si mette un po' da canto, per poi farlo rifiorire nel cuore. Suonare uno strumento è vivace ginnastica per le dita e, soprattutto, appagamento per l'anima. Molto piaciuta.

A volte la vita porta altrove, dove sembra non esserci più posto per le cose che abbiamo profondamente amato, così come si può amare la musica, o qualunque altra forma d'arte. Ma è un fiore che ci portiamo appresso e che un bel giorno sentiamo ancora il bisogno di sentire il suo profumo. L'amore per la musica non può essere cancellato, perché è sempre rimasto con l'autore in ogni suo gesto... Poesia molto profonda...

Kiaraluna29 dicembre 2009

L'amore, quello per la vita, non si perde mai per le vie del mondo... la sua "voce" ci guiderà nuovavamente al suo cuore. Bellissima poesia, intensa e appassionata.

Rosy Marchettini30 dicembre 2009

Quanto è bella questa poesia Versi che cantano un amore, l'amore per la musica ed il proprio pianoforte Le mani legate per un istante, un solo istante poi anche se scordati quei tasti suoneranno liriche famose e bellissime il cui eco si espanderà nell'aria avvolgendo anche cuori distratti Piaciuta moltissimo Applausi, Nemesis, da questo grandissimo teatro Emozioni profonde vissute nel leggere questa lirica che mi è entrata nell'anima