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Ribellione 29 dicembre 2009 · lettura 1 min · 2928 letture

La curva dei cattivi maestri

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Quell'assurdo sorriso ancor dipinto sul volto di cresciuto adolescente che su quella curva la vita ha lasciato, e non se n'è nemmeno accorto con quella robaccia su per il naso; occhi spalancati sul delirio e nelle orecchie la nenia seducente di chi t'ha insegnato che regole morali e rispetto son cose fuori moda, son cose da vecchi rottamati che vivono per rompere e vietare. Sirene gelide finti filosofi e politici che sulla tua pelle guadagnarono due soldi d'interesse e lasciarono a te quella curva il dolore d'una madre magari la pelle di chi non c'entrava niente, che passava lì per caso e s'è scontrato col simulacro della tua libertà drogata schiava di mille dipendenze.
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C'è una curva sull'Ardeatina... non si contano più gli incidenti mortali avvenuti in quel punto. Quasi la totalità nel corso della notte, con in almeno una delle auto un ragazzo giovane, ubriaco od intossicato. Una strage. Con dei responsabili ben precisi; e non parlo solo della follia di chi si mette al volante in quelle condizioni. Ma anche di chi ha cancellato ogni valore nella mente di questi ragazzi, convincendoli che tutto è lecito, bello, alla moda. Ed io me li vedo morire tra le mani. Loro, e chi passava lì per caso.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (15)

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P
Pp29 dicembre 2009

Verita' urlanti nel dolore di chi vede giornalmente queste tragedie, nulla a confronto di chi legge solo notizie... Urge la necessità di poter far qualcosa, ma l'impotenza fa da padrona. Struggenti versi.

Anna Maria Obadon29 dicembre 2009

Scene strazianti: lamiere contorte, giovani vite spezzate e madri che piangono. Sono purtroppo scene di vita ormai quotidiane. A chi attribuire la colpa di tanto strazio? E' una domanda alla quale non so fornire una precisa risposta... diciamo che c'è sempre un concorso nel reato... così tutti possono attribuire la responsabilità a qualcuno e lavarsene le mani! Poesia come sempre socialmente impegnata, apprezzata.

Silvia De Angelis29 dicembre 2009

Questa tragicità narrata nei versi fa parte dei tempi che viviamo e sembra non trovare mai fine... Intensa poesia molto apprezzata

Salvatore Ferranti29 dicembre 2009

sempre incidenti sulle strade, dovute alle droghe e all'alcool. purtroppo le nuove generazioni sembrano non aver capito che per un bicchiere in più si può perdere la vita. poesia che fa riflettere. bella, davvero.

Clodiaf090429 dicembre 2009

Il poeta, così sensibile alla tematica sociale, giustamente sanziona la condotta imprudente di chi è al volante ma ancor di più la coscienza nera di chi alleva i giovani insegnandoli il contrario del comune civile sentire e convivere. Sentita e condivisa.

Antonella Bonaffini29 dicembre 2009

Fotografie vivide di un vissuto che spesso diventa tragedia e ...che annienta! Solita sensibilità,solita bravura... bella.

Giovanna De Santis29 dicembre 2009

un tema struggente che pervade, gioventù fragile sballottata, abito in una cittadina dove sono stanca di sentire vedere morire giovani vite per incidenti e lo strazio dei genitori e davvero si dovrebbe ricorrere a qualsiasi rimedio da parte del potere per evitare versi più che apprezzatissimi

Danielinagranata29 dicembre 2009

Quanta verità in questi tragici versi quante vite spezzate quante lacrime versate argomento purtroppo sempre attuale profonda poesia da riflettere e meditare

Kiaraluna29 dicembre 2009

Quante, per il mondo, le curve che stroncano menti annebbiate e quelle lucide e innocenti... che per caso passavano di là. I valori, il rispetto per la vita... preistoria o fantascienza? Tutti, son figli di qualcuno... un po' anche tuoi, che soffri della loro morte come la madre soffrì alla loro nascita, ma senza lieto fine... Straordinaria poesia, dura e amara quanto terribilmente vera.

Berta Biagini29 dicembre 2009

E' difficile commentare il dolore – possiamo solo sperare che qualcuno arrivi al più presto ad aprire gli occhi a questi giovani e non. Molto molto sentita.

Rosy Marchettini29 dicembre 2009

Conosco molto bene quella curva, la chiamavamo la curva della morte sin da ragazzi, ma non eiste solo quella purtroppo, le curve che un ragazzo, ma anche un adulto privo di valori inforca o sulle due ruote o a velocità sostenuta sulle quattro sono milioni in tutte le strade del mondo Morti ammazzati, ammazzati da coloro che a loro volta moriranno ammazzati ...è una catena da stroncare, ai serpenti va tagliata la testa! Poesia dura ma piena di verità Piaciuta ed apprezzata moltissimo

L
Loreta Salvatore29 dicembre 2009

Un'analisi sociologica attenta del fenomeno non potrebbe esaurire un discorso molto complesso. La poesia offre vasti spunti di riflessione, chiama in causa le responsabilità di noi adulti, della famiglia e delle istituzioni tutte che non sanno essere validi maestri delle giovani generazioni. Prevale il modello negativo, facile da imitare. Versi intensi di forte denuncia, da prendere in seria considerazione per una rifondazione etica della società.

Rossella Gallucci29 dicembre 2009

Sfondi una porta aperta, Paolo! Come non essere d'accordo? Rabbrividisco ogni volta che sento il "bollettino della morte" alla televisione ... Poesia vera, che urla il suo dolore di fronte a questo scempio... Bellissima

Angela Rainieri29 dicembre 2009

Una tematica sociale affrontata con sensibilità e stile nell'aperta denuncia all'imprudenza e al menefreghismo... Molto condivisa e sentita, apprezzatissima.

Rasimaco29 dicembre 2009

Ancora un tema a sfondo sociale... ancora una, dieci, cento... storie di morte e sempre con la consueta eleganza ma con una sensibilità che tocca profondamente e risveglia in ognuno di noi una rabbia sorda contro una società abietta... contro esseri che sono la causa prima di quelle assurde morti... molto bella!