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Riflessioni 4 gennaio 2010 · lettura 2 min · 1108 letture

Lacrime di pianoforte

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Fabrizio Rizzi 32 poesie pubblicate
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eccoci mondo eccoci alla mattina, straziante sono venuto a farti visita. il tempo di vederti, ammirarti, stupirmi, schifarmi. eccoci mentre ti vedo tra le note di Allevi e quelle di Elton John e un pigiama sfibrato eccoti eccoti mondo ci rivediamo sono venuto a trovarti ora questa mattina di un tiepido santo Stefano e fuori le nuvole e un cuore che dentro spara le sue ultime cartucce e piange con gli uccelli le pozzanghere i libri e con le note di questo pianoforte oggi ci siamo rivisti mondo ma tu non sai più piangere non ti sai emozionare più mentre io vibro nel mio pigiama sfibrato e pulso e batto e mi scordo come un violino come un fiore piegato come rugiada scendo, scendo, come le mie lacrime che ti regalo, perché tu non ti sai più emozionare mondo è solo guadagno e estetica e superficialità e sesso senza musica, senza candele oggi che ci siamo rivisti in questo tiepido santo Stefano dopo un natale congelato la rugiada è caduta ancora e stupisciti mondo riprendi a girare, io so ancora piangere.
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L'autore
Fabrizio Rizzi

"Questa è la tua presentazione ai lettori, si raccomanda modestia e sintesi!". D'accordo: vivo a Taranto, ho 20 anni, scrivo poesie da quando ne avevo 12, ho affrontato la malattia, mi sono innamorato, ho tradito, amo la birra, amo Bukowski, amo il sorriso. Dimenticavo: faccio a pugni ogni giorno con la vita.

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