La lucciola
amore mio piccino
guardami negli occhi
vieni vicino
se li tocchi
li sentirai vuoti spenti
la mamma è malata
e per tornar un giorno lucenti
le nuvole formeranno una cordata
per raggiungere il sole
e farmi riposare in pace
ma l'angelo che tu vieni non vuole
e' un posto in cui giace la tristezza
tra silenzi di ricordi
rimani col tuo papa' a giocare
voglio vedere il tuo viso pieno dei tuoi sorrisi sordi
voglio sapere la tua vita felice continuare
e quando la sera avrai paura
magari mi penserai esci da queste mura
t'aspettero' in un prato
vedrai una luce sfavillante piccola ma grande dentro te
luce dal tono delicato
luce che incanta a lungo persiste
apri la mano avvicinala al tuo cuore
altrimenti vola
ti suussurrera' il mio amore
una lucciola
solo questo ti chiedo
saro' accanto a dio
ma ti vedo
e quella lucciola amore saro' io
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L'autore
Midesa
nato(sono maschio) nel golfo dei poeti (a la spezia) nel marzo 1966...nel 2009 come per incanto all'improvviso ho incontrato le parole e la voglia di mettere su carta sensazioni emozioni desideri a volte nascosti anche a me stesso
Commenti (1)
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D
Domenica Caponiti4 gennaio 2010
emozioni in questi versi sofferti... una mamma che nonostante la sofferenza vuol veder felice il suo bimbo e magari lui vedra'il suo amore in "una lucciola",poesia molto apprezzata
