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Riflessioni 13 gennaio 2010 · lettura 1 min · 3532 letture

Rolando a Roncisvalle

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Sul palcoscenico del teatrino di periferia, il canovaccio di una commedia a tema, snocciolata con l'arte antica dell'improvvisazione. Malinconiche marionette dai gesti scontati, legnosi, stereotipati trascinano la farsa da salotto, senza mordente, senza passione, verso l'inevitabile lieto fine, che il pubblico pagante morbosamente vuol vedere, al termine della prevedibile pantomima. Altre gesta, sognano i mesti pupi. Epiche avventure, clangore di spade e di corazze tra paladini fieri e puri. Nostalgia di Rolando a Roncisvalle, fedele a Durlindana, che di Olifante al terzo segnale lanciò per amor nell'Ebro avvelenato. Morire per coraggio, fedeltà e onore. Questo sognano, le marionette esauste, inchinandosi rassegnate e stanche all'applauso becero e sgangherato del pubblico pagante.
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (7)

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Clodiaf090413 gennaio 2010

Grande riflessione, noi marionette nella vita abbiamo bisogno di un ideale. Come rolando che morì per fede. Poesia profonda, nella sua apparente semplicità.

Rosy Marchettini13 gennaio 2010

Bellissima e profonda questa riflessione cantata con versi mirabilmente scritti dalla poetessa Le leggende son diventate tali perché fondate su valori veri, amor di Patria, fede forte e sicura, amore profondo e autentico... valori che oggi non hanno più quel forte significato di un tempo, per il quale un uomo può essere chiamato eroe nell'aver vissuto appieno la propria vita Oggi siamo marionette che sgraziate ci muoviamo tra la folla che non si accorge della nostra esistenza, siamo numeri e ignoriamo l'esistenza del nostro vicino di casa... Quali ideali possono avere i nostri figli se, forse, nemmeno noi li abbiamo? Poesia che intavolerebbe una bellissima discussione e merita di essere approfondita Piaciuta ed apprezzata immensamente

Salvatore Ferranti13 gennaio 2010

bella riflessione che si scioglie in introspezione, perché siamo tutti, chi più chi meno, delle marionette esauste. e questo è molto triste, il mondo sta andando a rotoli, servirebbe una bella sterzata collettiva. applausi alla tua opera poetica.

Antonella Bonaffini13 gennaio 2010

Anche io ho parlai di marionette... ed ero convintissima di quello che dicevo! Molto espressiva e letta con piacere!

Moreno il Duca13 gennaio 2010

maestosa riflessione questa in un mondo dove chi più e chi meno viene manovrato come delle perfette marionette siamo praticamente degli automi a cui mancano gli ideali e la cortesia di imparare noi corriamo danziamo applaudiamo senza saperne il motivo, apprezzata

Rasimaco13 gennaio 2010

in questi versi una riflessione rimbomba come un'eco tra le pareti di uno strapiombo... Rolando è solo un'eco, solo un nome che si ripete all'infinito, ma la riflessione che da quell'eco viene presa e spennellata sapientemente dice molto di più sui fili che ognuno di noi deve sopportare... poesia che ritengo tra le più belle lette.

Berta Biagini14 gennaio 2010

Un gioco di bimbi che riesce a farci riflettere sulla nostra vita con toccanti parole.