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Ribellione 16 gennaio 2010 · lettura 1 min · 5716 letture

Non è l'inferno

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Non è l'inferno questa lotta quotidiana questo grande Satana che urla nella notte feroce ed inconcludente affamato di sangue di giovinezza sbandata che si consuma in un istante folle e disperato bagnato di solitudine di speranze negate di falsi paradisi; non è l'inferno, e noi non siamo angeli ma poveri uomini soli di fronte al male.
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La guerra notturna in ospedale contro il male... non solo quello che viene, ma quello che, scientificamente, ci andiamo a cercare. Alcool, droga, follia...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (19)

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Azar Rudif16 gennaio 2010

Non è ancora l'infenro, ma gli uomini fanno di tutto per imitarlo. Poesia molto vera e cruda

Clodiaf090416 gennaio 2010

Intende il poeta che il nostro mondo, così come è stato da noi uomini ridotto, non è degno nemmeno di esser chiamato inferno, è solo fango. Molto apprezzata.

Gabriella Caruso16 gennaio 2010

Quando si è giovani la morte sembra così lontana, una cosa così improbabile, che la si sfida quotidianamente. So cos'è il pronto soccorso di notte e il mondo sotterraneo che lo frequenta e voi medici, sempre in prima linea contro il male anche procurato, non potete mettere le ali e indossare le vesti di un angelo. Poesia condivisa.

Anna Maria Obadon16 gennaio 2010

Mi chiedo il perché di tanta disperazione soprattutto fra i giovani. Un autolesionismo che cerca: droga, alcool, velocità nel tentativo non so quanto inconscio di uccidersi, di farla finita. Esistente disperate sensa possibilità di cura? Forse è soltanto troppo tardi. Bella poesia condivisa amaramente.

Grazia Bianco16 gennaio 2010

Forte e reale, versi che respirano la sofferenza in questo inferno voluto dagli uomini, rabbrividisco nel leggerla...

Cuccu Anna Maria16 gennaio 2010

C'è tanta confusione e disperazione, violenza e sangue sulla terra da renderla quasi un inferno e c'è tanta impotenza nel cercare di porvi rimedio. Incisiva e giusta ribellione. Apprezzatissima.

Danielinagranata16 gennaio 2010

Mi fanno una grande rabbia... da giovani si dovrebbe avere la vita in mano la si dovrebbe amare e tenersela stretta poesia vera, responsabile, amara molto bella

Carlo Fracassi16 gennaio 2010

L'inferno ed il paradiso sono dentro di noi ed un'anima che assiste quei corpi martoriati ne rimane coinvolta e stravolta, partecipe di tanto scempio; non è, certamente, l'inferno, ma solo il preludio...

Silvia De Angelis16 gennaio 2010

Versi molto ben elaborati che denotano "i mali oscuri" dell'epoca che viviamo e che a volte strappano giovani vite all'esistenza... Apprezzata molto la poesia

Berta Biagini16 gennaio 2010

Il nostro poeta svolge un lavoro che non si può fare altro che ammirare per la devozione con la quale mette tutto se stesso per salvare la vita a chi in una frazione di secondi lascia su strada – una ribellione condivisa questi versi che fanno venire i brividi – un aiuto per l'autore onde continuare a svolgere il proprio lavoro con la speranza che a qualcuno possa arrivare questo messaggio.

Antonella Bonaffini16 gennaio 2010

Molto espressiva, riflette un animo che è ben consapevole di ciò che ci circonda... splendida!

Giovanna De Santis16 gennaio 2010

cruda vera realtà in versi che condivido e sento moltissimo espressi dalla sensibilità dell'Autore poesia toccante molto piaciuta

Salvatore Ferranti16 gennaio 2010

fai un lavoro molto duro, sempre a contatto con la sofferenza, ma, credo io, anche molto gratificante. sei un angelo in terra, ogni volta che salvi una vita. applausi alla grande sensibilità di quest'autore, sempre bravo.

Antonio Biancolillo16 gennaio 2010

...soli di fronte al male...è questa la nostra condizione... e tu... più di noi... hai scelto... per nostra fortuna... di essere sempre in prima linea... a stretto contatto di questa dura realtà... Sei grande... i tuoi versi lo cantano...

Rasimaco16 gennaio 2010

poesia che anche se in toni pacati e tenui urla di dolore per ciò che accade e non solo accidentalmente ... e canta di una ridotta schiera di uomini che forti dei loro principi combattono contro il male... poesia da leggere e poi rileggere ancora lentamente...

Rosy Marchettini16 gennaio 2010

Certi giovani scherzano con la morte pensano di essere immortali... poi l'urlo nella notte, la sirena l'ospedale e ...a volte, tante, troppe volte il freddo marmo dove i loro corpi trovano pace Ogni notte si gioca alla roulette russa... ma le pallottole non sono a salve e si muore davvero, ed il medico si dispera per non esser riuscito a salvare quell'anima che gli lascia la vita mentre è tra le sue braccia Poesia i cui versi entrano nel cuore del lettore e lo rendono partecipe di quanto il male onorato come un dio uccide senza pietà alcuna Poesia splendida nell'immenso dolore narrato

L
Libera Mastropaolo17 gennaio 2010

Oltre ad essere un medico, sei un uomo sensibilissimo ed attento alle problematiche sociali dilaganti e sconcertanti; dai toni asciutti e decisi, la poesia scende dritta al cuore e lascia meditare, molto bella.

Veleno17 gennaio 2010

Un inferno che abbiamo creato con le nostre mani... questo denota la nostra fragilità come uomini... il nostro non comprendere la vita... l'ascoltarci l'uno con l'altro. Splendida

Enrico Baiocchi18 gennaio 2010

il grido consapevole e disperato di chi non s'arrende davanti allo scempio di giovani vite, amaro e convulso risultato di una società che adora il dio dell'apparire più che dell'essere. Intensa e profonda. Molto apprezzata.