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Riflessioni 19 gennaio 2010 · lettura 1 min · 3116 letture

Fuori posto

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Prigioniero recalcitrante del senso del giorno alzo gli occhi all'eterno e cerco nella memoria quell'intimo significato che separi alfine la tremula luce delle stelle dal buio che l'opprime. Aridi asceti o fradici peccatori, non è mio questo mondo che rifiuta armonia e spaccia banalità ottusa per civiltà e progresso; rimpiango quella tenda, quel canto di sole e di sabbia.
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Sempre più distante...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (14)

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Vivì19 gennaio 2010

Non è solo una poesia, ma una melodia dolcissima che scorre velocemente nell'animo e là rimane impressa con le sue note struggenti. ! Da fiocco!

Anna Maria Obadon19 gennaio 2010

Una mia peculiarità è quella di sentirmi sempre fuori posto... ho provato anche con l'Africa... il silenzio quasi ascetico... e non mi sono sentita apposto neanche là! Questi versi infondono un senso di pace di quiete che mi affascina.

Giovanna De Santis19 gennaio 2010

...sole e sabbia desiderio di un mondo terso, toccante stupenda poesia apprezzatissima

Salvatore Ferranti19 gennaio 2010

bella poesia, che ho condiviso parecchio perché mi ci sono rispecchiato. applausi a te...

Veleno19 gennaio 2010

Versi di grande eleganza e stile... versi che donano serenità e musicalità...una melodia dolcissima. Piaciuta moltissimo

D
Domenica Caponiti19 gennaio 2010

versi sempre eleganti dell'autore... e a volte sentirsi"fuori posto "in ambienti che non corrispondono al proprio sentire... molto apprezzata

Antonella Bonaffini19 gennaio 2010

A chi lo dici amico mio... io sono convintissima che questo mondo non possa appartenere a chi è nato il 29 agosto! Fiocco immediato!

Kiaraluna19 gennaio 2010

L'anima che rifiuta il buio dell'egoismo rifiuta anche di appartenere a questa fasulla civiltà. Pienamente sentita, condivisa e apprezzata.

G
Gabriella Cantoni19 gennaio 2010

Ho trovato le prime due strofe, splendide per liricità e contenuto. Rendono d'incanto, il desiderio di conoscere il senso dell'oscurità,largamente intesa, che ci rende viandanti spaesati in questo mondo che ha smarrito la luce e i colori di ciò che per noi era vita degna d'esser vissuta.(Io l'ho sentita così)

Cuccu Anna Maria19 gennaio 2010

Credo che noi abbiamo un concetto errato di progresso, e penso che ad essere progrediti siano proprio quei popoli che vengono definiti poco civilizzati e primitivi. Intensamente profonda. Apprezzatissima.

Clodiaf090419 gennaio 2010

Sempre intenso e sensibile questo poeta. Gradita evocatività.

Berta Biagini19 gennaio 2010

Continua in questi versi il desiderio di raggiungere nuovamente quei luoghi - veri amici - ove basta solo una tenda, il sole e la sabbia per sentirsi a proprio agio – un mondo totalmente diverso dal nostro.

Danielinagranata19 gennaio 2010

Mi sento di condividerla in toto... questo mondo non mi appartiene bella la poesia bella la chiusa tanto apprezzata

Ela Gentile22 gennaio 2010

In questo mondo dove la banalità e l'ottusità vengono scambiate per civiltà e progresso, l'autore sii trova fuori posto e ricerca quella pace, sincerità e verità che sono alla base di una vita vera. Molto apprezzati questi versi d'anima, intensi e condivisi.