E ti guardo

passano i giorni
s'avvicendano le stagioni
crescono gli alberi
ma tu per me rimani sempre uguale
il solito soffio leggero
quando furtivo ti osservo
la solita luce brillante
quando fisso i tuoi occhi
la solita tentazione
di sfidare qualsiasi inferno
per averti mia
se mia tu ancora non fossi
il solito divano
dove accomodare i nostri pensieri
il solito cielo
in cui bambini scarabocchiare
il nostro futuro
le solite mani
strette a doppia mandata
rifugio sicuro appartato di noi due
le solite chiacchiere
sottofondo di nulla
dal sapore d'immenso
aspetto il tuo solito ritorno
mi dipingo di nuove emozioni
poi varchi la soglia
distinguo pero' qualcosa di unico diverso nei soliti gesti
mi fermo
per assaporare quel breve ma infinito attimo
e come fosse l'ultimo
sereno
ti guardo
©
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L'autore
Midesa
nato(sono maschio) nel golfo dei poeti (a la spezia) nel marzo 1966...nel 2009 come per incanto all'improvviso ho incontrato le parole e la voglia di mettere su carta sensazioni emozioni desideri a volte nascosti anche a me stesso
Commenti (2)
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Shelly Nicole Del Santo21 gennaio 2010
Versi bellissimi di un amore che non cambia nel tempo ma si rafforza sempre di più.Letta con piacere e apprezzata
Doraforino21 gennaio 2010
E in quello sguardo che si legge amore, perché riflettono emozioni che solamente la voce del cuore percepisce, e c'è quella consapevolezza che sempre si potrà beneficiare di questo amore consolidato nel tempo... Molto apprezzata.


