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Donne 22 gennaio 2010 · lettura 2 min · 5327 letture

Alcatraz

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Alcatraz è la mia dimora. Due anni son passati dalla sentenza di punizione, senza appello alcuno di liberazione. Con voce incolore, hai letto il verdetto, lo sguardo glaciale, calato sui piedi. "Per aver venduto la ragione al cuore, l’imputata, rea confessa, all’ergastolo sia condannata". Così il caso hai chiuso, giudice supremo della lista. Reclusa in totale isolamento su quest’isola m’hai relegata, sorvegliata a vista, incarcerata. Due o tre volte soltanto, dalle sbarre della mia cella un pellicano ho scorto avvicinarsi all’impervia roccia. Volando basso, contuso e ferito, sfidando il mare l’ho visto planare. Forse era pronto a ridarmi la vita, offrendomi il sangue della sua ferita. I passi del carceriere già percepivo, la chiave girar nella toppa ossidata, il cigolìo della porta blindata... Ma una folata di perfida tramontana, svegliandomi da quell’abbaglio del diario mio ha scompaginato gli scarabocchiati fogli. Continuerò a scrivere queste "mie prigioni", fattucchiera ergastolana senza scampo. Un libro postumo di memorie tue, per donarti, in conclusione, quella fama che invan cercavi, prima che il sortilegio della penna mia ti conquistasse il cuore.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Alcatraz, in spagnolo, significa "pellicano". Una leggenda medievale gli attribuisce la capacità di far rinascere i propri figli, morti per qualsiasi motivo, aspergendoli del proprio sangue.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (10)

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Clodiaf090422 gennaio 2010

E' in una prigione, la donna, quando ha amato "troppo" senza pensare a se stessa. Toccante, vibrante, molto sentita.

Lina Sirianni22 gennaio 2010

Penso che di pellicani ce ne siano troppi in volo, prigioniere libere che vagano con il cuore ferito ... Molto apprezzata nel suo dire ...

Vivì22 gennaio 2010

Davvero originale questa poesia che parla di ergastolo, di prigione. Da come l'autrice ha messo insieme i versi, mi è sembrato di esser lì con lei. nel tribunale, sotto lo sguardo severo del giudice. Buona l'idea, genialmente realizzata e con la caratteristica finezza dell'autrice, scritta. Da lode. E fiocco

Silvia De Angelis22 gennaio 2010

Versi originali ed espressivi che mettono in risalto l'abilità dell'autrice sia dal punto di vista descrittivo che da quello dei sentimenti... Poesia molto apprezzata

Berta Biagini22 gennaio 2010

Una lettura che coinvolge dall'inizio alla fine – seppur amara.

Moreno il Duca22 gennaio 2010

una poesia intensa che pone interrogativi molto ben delineati la donna e la sua prigione dove aver amato tanto forse troppo si accorge di essere prigioniera fra quattro mura che non le appartengono perché non aveva rivolto le giuste attenzioni al suo essere bellissima

Rosy Marchettini22 gennaio 2010

Stupendissima questa poesia anche se pregna di tristezza infinita, sembra essere un canto che si perde nel tempo ma che sia sempre presente Sensazioni diverse nel leggere questa bellissima e profonda lirica Piaciuta tantissimo

Daniela Pacelli22 gennaio 2010

Malinconica e triste questa poesia per il tema trattato, ma per questo molto intensa ed emozionante. Non si può spezzare il volo di un pellicano.

Azar Rudif23 gennaio 2010

Non c'è prigione che possa rinchiudere pensieri, ma i pensieri possono diventare una prigione. Bellissima la poesia, ma il finale è eccezionale, daconservare ...

iezzi giampiero28 gennaio 2011

Alcatraz è un po' troppo ... io ti condanno lieve con gli arresti domiciliari schiava di amore solo per me ... Dama pensami sano ...perché vorrei guarire per agire con te.