Ustica
Tu...
tu non vuoi sentire
le grida di Ustica.
Lassù
dove s'accendono ogni sera
le stelle per gli innamorati
e i pescatori, lassù vagano ancora
le urla inorridite di quanti
a casa non sono tornati.
Ma tu...
tu non vuoi capire quanti pensieri
morirono nel cielo di Ustica
quel giorno: le vite spezzate
dai missili degli imbecilli
dai silenzi della paura
dai dinieghi degli inetti
dai segreti del potere...
Ma tu...
tu non vuoi sapere
nel profondo della tua ignoranza
nell'assurdo della tua supponenza,
quante urla echeggiano ancora
nel cielo di Ustica,
tu, piccolo barabba
con il complesso di dio.
29 giugno 2003
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
Commenti (3)
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Elisabetta Randazzo27 maggio 2006
Già, una cruda realtà, è molto bella Ustica.. ci vado spesso..dall'alto sembra un piccolo presepe! Bella...
M
Mario Francesconi27 maggio 2006
Le opere con questi temi e scritte in questo modo a me piace molto leggerle... per non dimenticare. I miei!
S
Saffo27 maggio 2006
cruda ma vera! sono cose che fanno arrabbiare... neanche il tempo riuscirà a cancellarne la memoria!
