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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Donne 24 gennaio 2010 · lettura 1 min · 5814 letture

Amazzone

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Amazzone rinascerò, centauro guerriero, regina crudele e senza pietà. Monterò uno stallone color della pece, coperta di fulgida armatura che mi celi alla tua vista, per non esser profanata dalla tua voglia. Luna nuova di primavera sarà il mio letto, per accoppiarmi al virile germe, a soddisfare dei sensi la necessità di generar femminea prole, che unica di vivere ha diritto, su questa mia terra di conquista. Del seno mio non saprò che farne, ché uno solo basta per sfamar la figlia che il solo materno verbo intenderà. D’arco ed ascia armata, la cristallina voce del sistro richiamerà degli dei il favore e sulle colline di Troia io ti avrò, ma per non cedere ad orgoglioso amore sbranerò il tuo corpo, insieme ai cani, ruggendoti in volto il mio nome, prima che il Fato avverso restituisca te alla vita lasciando a me la morte. Ricorda, Pentesilea mi chiamo. Io delle Amazzoni son la sovrana.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Pentesilea, condannata da Afrodite ad essere violentata da tutti i maschi che la vedevano, si celò alla vista coprendosi con una splendida armatura. Achille, dopo averla uccisa, la spogliò delle armi e, sfilatole l’elmo vide il suo volto, la cui bellezza nemmeno la morte era riuscita ad intaccare, così non poté fare a meno di desiderarla e di violarne le spoglie. Nel 1808 H. von Kleist nella sua tragedia "Penthesilea" narra della regina delle Amazzoni resa folle dal contrasto insanabile fra l’amore e l’orgoglio, che sbranò, assieme ai suoi cani, il corpo di Achille.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (5)

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Moreno il Duca24 gennaio 2010

un poema hai scritto un poema, meraviglioso per intensità per bellezza e per lucidità di pensiero, hai trasmesso immagini emozioni mirabili bellissima direi superba merita più che un elogio la segnalo

Clodiaf090424 gennaio 2010

Immensamente tragica... La donna costretta ad odiare gli uomini... Bella con brivido...

Rosy Marchettini24 gennaio 2010

Stupenda e superba lirica Hai cantato una tragedia in modo mirabile con versi magici che ipnotizzano il lettore Bellissima Poesia Piaciuta ed apprezzata tantissimo Applausi, Nemesis, e mille fiocchi rossi

Danielinagranata24 gennaio 2010

Veramente da encomio troppo bella un canto ben strutturato che narra una tragedia in modo esemplare da applausi

Rasimaco24 gennaio 2010

questa è una fiaba che ci riporta alle leggende dell'antica Grecia... l'Ellas dei mille eroi... dei suoi dei che somigliavano molto più agli uomini che alle divinità che avrebbero dovuto essere... molto bella