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Amicizia 27 gennaio 2010 · lettura 1 min · 5713 letture

Eri

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Vaneggia il tuo piacere sull'assito del manicomio tra quelle braccia senza amore e senza volto e non incendia le tenebre questa pioggia di sguardi polverosi e grigi mentre cresce la tua morte; lasci che si rompa quel cuore stanco che ti porti nel petto, e solitario fluttua nei sogni perduti nelle illusioni colpevoli di piombo e di dolore che accompagnano il tramonto. Eri, ed il dorato fulgore dei tuoi occhi da principessa è sordo ricordo sfregiato.
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Il dolore della vita ti ha spenta; credo sempre in te, amica mia, ma non posso nasconderti il mio sgomento. Care amiche ed amici del sito, perdonate la mia assenza...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (8)

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Antonella Bonaffini27 gennaio 2010

Grande sensibilità rispecchiano questi versi, intrisi di nostalgica consapevolezza... bellissima.

Kiaraluna27 gennaio 2010

Il dolore soffoca, spenge, spezza il filo della voglia di vivere. Magnifica e intensa poesia, piena di valori, come ogni tua.

Rosy Marchettini27 gennaio 2010

Lo strazio di una vita che per colpa di vicissitudini dolorose si sta spengendo. Sopravvive alla vita quest'anima lacerata dalla sofferenze e te, dolce amico, non riesci a farla sorridere, nemmeno il tuo amore riesce a scaldarle un po' il cuore Poesia bellissima, sembra un dipinto Versi che riescono a trattenere il lettore al quale pare difficile potersene staccare, perché anch'esso pensa ad una soluzione per asciugare il sudore del dolore che imperla quel corpo martoriato dalla vita Applausi e fiocchi rossi Una preghiera per la tua dolce amica

Cuccu Anna Maria27 gennaio 2010

Il dolore può spegnere e annientare una vita. Intensamente profonda. Stupenda.

Berta Biagini27 gennaio 2010

Le vicissitudini della vita lasciano in noi una traccia che non sempre si riesce a risanare ed è proprio questo il momento in cui, senza più speranza, ci lasciamo andare – a volte non basta nemmeno l'affetto e l'amore di chi ci è vicino e le medicine diventano acqua.

Danielinagranata27 gennaio 2010

dolorosi versi ...sensazioni e pensieri di grande malinconia, un triste veder vita... profonda e intensa poesia... bella

Carla M Casula28 gennaio 2010

Versi intensi, dolorosi e spiccatamente espressivi che palesano la grande abilità poetica del sensibilissimo autore. Letta con grande coinvolgimento. Immensamente triste, immensamente bella.

Barbara Golini29 gennaio 2010

una poesia straziante e splendida, un verseggiar d'amore disperato di disperato dolore. Bellissima.