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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Sociale 27 gennaio 2010 · lettura 2 min · 6212 letture

Binario 21

Nemesis Marina Perozzi 510 poesie pubblicate
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Dammi la mano, papà, non mi lasciare. E’ buio e fa freddo, qui dentro. Sento i fischi, le urla, i latrati dei cani, oltre i vagoni piombati al binario 21. Ricordo l’appello, al quinto raggio, il mio nome sulla lista dei deportati, come dalla maestra scandito a scuola. In fila, andiamo, si parte. Un secchio, la paglia per terra, né luce né acqua, sui carri bestiame al macello, presagio di orrore, di morte. Sette le porzioni di cibo. Sette i giorni del viaggio. Sette le luci del candelabro eternamente acceso. Per l’ultima volta ti strinsi la mano, papà, prima di entrare nel campo. Il rumore, osceno, assordante, quel puzzo di pelle bruciata, il mio nome strappato per sempre, le cifre infuocate sul braccio. Nuda e senza capelli ho imparato a marciare nel fango. Sempre più sporca, la neve, rovente, di quei camini la fiamma, mentre io continuo a sfilare al suono delle campane, tra sputi ed insulti, invisibile agli occhi del mondo là fuori. Suona violino, non cessar di suonare. Non farmi vedere quei morti, scheletri privi di tomba, in attesa d’esser bruciati. I salmi ripasso a memoria, ma Dio non esiste qui al campo. Guarda il tuo gregge, Davide d’Israele, ridotto a larva strisciante, preda indifesa dei lupi. Senza pastore, né guida, non resta che stare in attesa. Sette sono i sigilli. Sette le trombe squillanti. Sette le coppe dell’Ira di Dio.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Gli ebrei italiani vivevano da perseguitati fin dal 1938 a causa delle leggi razziali fasciste. Con l’occupazione nazista, dopo l’8 settembre 1943, non ebbero più scampo: iniziò una vera e propria caccia all’uomo. Liliana Segre aveva allora 13 anni e viveva a Milano con il padre Alberto e i nonni. Tentarono di espatriare, ma vennero respinti dagli svizzeri alla frontiera. Furono arrestati, tradotti a S. Vittore e infine deportati ad Auschwitz. Era il 30 gennaio 1944, quando il treno partì dal binario 21 della stazione Centrale. Solo Liliana miracolosamente sopravvisse.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (21)

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Clodiaf090427 gennaio 2010

La tragedia di cui pochi oggi hanno coraggio di parlare veramente. Lo fa con un punto di vista volutamente incisivo e drammatico la sensibile poetessa.

Rosy Marchettini27 gennaio 2010

In quel binario 21... bimbi le cui vite furono spezzate ancor prima della doccia di gas dove stretti al petto delle loro mamme o di donne sconosciute si addormentavano per sempre... piccoli immensi angeli Papà suona il violino, quello che t'han tolto perché, di te, volevano anche l'anima... Poesia stupefacente, bellissima meravigliosa in tutta la sua profonda, infinita tristezza di quel Davide D'Israele che,...che...! Applausi infiniti e fiocchi rossi per ricordare, per non dimenticare... ma in terre lontane arriva l'eco di gente che muore in egual maniera ed il mondo non lo sa...

Angela27 gennaio 2010

Versi dolorosi eloquenti un racconto meticoloso su una tragedia di cui mai sapremo tutto e di cui dobbiamo sempre parlare. Dobbiamo sempre tener vivo il ricordo affinche non si ripeta più questa vergogna dell'umanità

Carmelita Morreale27 gennaio 2010

A tutti noi che viviamo in un mondo lontano da quei giorni orrendi, il compito di ricordare sempre lo strazio di chi ha vissuto l'agonia del distacco dai propri cari, della morte attesa giorno dopo giorno senza scampo... Solo tanta pietà per quei martiri dell'abominio dell'animo umano. Versi veramente toccanti e molto condivisi. Plausi infiniti.

Vivì27 gennaio 2010

Che cosa si puo' dire messi di nuovo davanti alla grande strage d'innocenti? Ci si puo' solo fermare a riflettere. Chi c'era poteva fare qualcosa per evitarlo. chi non c'era come noi, che lo prenda come monito e lo ricordi sempre o lo faccia ricordare come egregiamente hai fatto tu, con questa commovente poesia.

P
Pp27 gennaio 2010

da lode... imprimere nella memoria per mai dimenticare... un'atrocità così immensa. Applausi all'autrice!

Silvia De Angelis27 gennaio 2010

Versi davvero incredibili di situazioni e stati d'animo drammatici, a dir poco... Ottima descrizione ed intensa espressività donano intenso pregio ai versi Poesia apprezzata

Kiaraluna27 gennaio 2010

Una storia d'orrore tra milioni a testimoniare una realtà che c'è chi ha il coraggio di negare. Versi in onore e memoria dei caduti della follia, senza sopravissuti, nemmeno quelli che ne sono usciti vivi, solo esteriormente. Sentita e apprezzatissima nel profondo dell'anima.

Gabriella Caruso27 gennaio 2010

L'ho letta e riletta questa storia dell'orrore, dell'aberrazione umana, dell'annientamento di una razza. Liliana pur con le ferite indelebili sopravvive. Ed è una delle testimoni che ha raccontato al mondo intero la follia di un popolo. Dovrebbero ancora vergognarsi, ma non solo i tedeschi, anche l'Italia fascista e invece pare che movimenti neonazisti ancora oggi proliferano perché al male non c'è mai fine. La tua poesia mi ha fatto rabbrividire. La storia è fatta di tante piccole grandi storie. E' uno tragico ricordo di una tragedia che non dovremo mai dimenticare

Salvatore Ferranti27 gennaio 2010

poesia straordinaria, nel suo profondo dolore e nella sua tristezza che si porta dietro. un dramma che ha coinvolto l'umanità intera, e ha stravolto il corso della storia. non dobbiamo mai permettere che il ricordo si perda, bisogna parlarne, raccontarlo ai nostri figli. perché da quel dramma qualcosa si impari. molto bella la tua poesia.

Giovanna De Santis27 gennaio 2010

oltre a condividere tutto ciò gia detto, dico poesia a prescindere dal fiocco poesia indimenticabile nel cuore espressa di maestria apprezzatissima

Antonella Bonaffini27 gennaio 2010

Una poesia brillante quanto triste che lascia cuore e mente aperte a profonda riflessione... segnalibro!

Daniela Pacelli27 gennaio 2010

Malinconia ma lirica molto bella che mette in evidneza eventi tristi che fanno riflettere a lungo. Molto apprezzata

Angela Rainieri27 gennaio 2010

Versi profondamente toccanti con cui l'autrice in modo magistrale affronta il triste dramma dell'olocausto... Molto sentita e condivisa, meritevole di fiocco rosso.

Moreno il Duca27 gennaio 2010

una poesia che traduci sprazzi di storia la più barbara che possiamo ricordare in europa questa tema è ancora molto scottante e poche persone ne parlano a cuore aperto e mente serena per descrivere questi strazzianti e odiosi fatti molto bella inchino poetessa

Berta Biagini27 gennaio 2010

Continuiamo nel tempo a ricordare quanto accaduto PER SEMPRE, affinché non possa più succedere – versi che fanno sempre male pur conoscendo l'accaduto. Sentita, sentita.

Triste27 gennaio 2010

Una terribile tragedia che lascia ancora sgomenti. Come ha potuto l'uomo macchiarsi di simili crimini? Come ha potuto? La storia ha insegnato qualcosa? Bellissimi versi che lasciano il segno .

Danielinagranata27 gennaio 2010

Mi inchino davanti a questi versi una delle poesie più emozionanti più toccanti e più belle lette oggi ho letto e mi sono documentata molto negli anni agli orrori che gli Ebrei hanno subito... da bambina ho letto un sacco di volte il diario di Anna Frank e la storia di Liliana Segre ragazzina arrestata e deportata... questa poesia è un autentico gioiello da non perdere... per non dimenticare tutto quell'orrore mi hai profondamente commosso da fiocco rosso... grazie per la tua sensibilità e bravura

F
Franca Canfora27 gennaio 2010

Credo che l'importante sia ricordare per far sì che mai più trahedie come queste possano accadere, e che tanti innocenti muoiano.

Enrico Baiocchi28 gennaio 2010

leggere questi versi è vedere ancora un film che fa sanguinare l'anima, l'autrice con immensa sensibilità fa suoi e trasmette quei momenti atroci vissuti. Un grande contributo alla memoria. Grazie.

Saldan10 febbraio 2010

Incredibile questa poesia... mi ha commosso sul serio, ... i versi sono perfetti, comunicano esattamente ciò che l'autrice vuole trasmettere, degna d'elogi ora e per sempre... un fiocco rosso neanche basta, semplicemente divina!