Vecchio

breve la strada rimasta
lontano lo sguardo alle spalle
gli anni pesano come macigni
rughe profonde solcano il viso
una parola svilisce il tuo vivere
...vecchio
esci da un bar
la solita partita a carte
una vuota chiacchierata con gli amici
l'andatura è stanca
t'appoggi ad un bastone per non cadere
i figli ti telefonano spesso per placare i loro sensi di colpa
la balia a casa t'accudisce
come fossi un bambino
l'unica a cui raccontare di una guerra lontana
gli stenti la fame
il fucile impugnato
il nemico di fronte
hai sfidato la morte
ed hai vinto
adesso ti sei arreso
l'aspetti sereno
dimenticato da tutti
uno spento sorriso
maschera i tuoi pensieri
forse non vuoi ricordare agli altri
...che sei ...solo...
un vecchio
©
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L'autore
Midesa
nato(sono maschio) nel golfo dei poeti (a la spezia) nel marzo 1966...nel 2009 come per incanto all'improvviso ho incontrato le parole e la voglia di mettere su carta sensazioni emozioni desideri a volte nascosti anche a me stesso
Commenti (5)
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Enio Orsuni2 febbraio 2010
caro pino un consiglio: la prossima usa i pennelli, forse ti viene meglio perché con la penna non è possibile.
Aldo Bilato2 febbraio 2010
La solita delicatezza nello scrivere e nel descrivere, con la solita maestria, ogni tema trattato.
E
Emma Bricola2 febbraio 2010
quel vecchio io l'ho sempre con me, nel mio cuore, ascolto la sua voce ogni giorno nei miei pensieri
Shelly Nicole Del Santo2 febbraio 2010
Bellissimi versi che declamano il reale vissuto di tanti che oltrepassano la soglia del tramonto. Piaciuta e apprezzata
Francesco Luca3 febbraio 2010
bellissima, molto sensibile e delicata... un gran testo... complimenti




