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Riflessioni 4 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2869 letture

Quale il senso?

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Strana l'intimidazione volgare della saccente finta modestia che getta la maschera ed insulta e strilla quasi fosse disonore esser diversi, magari con successo. Sbrodolar parole citarsi addosso a dimostrar che no, non importa esser primi; e poi pestar come tangheri coloro che lo sono: il piacere del rancore?
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A volte mi chiedo cosa ci sia nella testa della gente. Perché fingere che... no, non importa essere primi, per poi dimostrare il contrario insultando immotivatamente chi lo è in quel momento? Ci sono tante cose da fare nella vita...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (4)

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Enio Orsuni4 febbraio 2010

beh paolo, il mondo è bello perché è vario. se non ci fossero chi potremmo deprecare? anche noi sparliamo di loro anche se lo meritano. non ti curar di lor ma... apprezzata

Salvatore Ferranti4 febbraio 2010

purtroppo l'ipocrisia della gente è ormai a dei livelli inaccettabili... viviamo nella società dell'apparenza... purtroppo. la tua riflessione è da me pienamente condivisa.

Berta Biagini4 febbraio 2010

Riflessione quest'oggi che non sempre siamo in grado di accettare – dire di non voler essere primi nella vita è una falsità assoluta – sarebbe come non aver amor proprio e se questo non dovesse accadere perché calpestare i piedi agli altri pur d'arrivare – è una bestialità atroce.

Antonella Bonaffini4 febbraio 2010

Io e tu siamo molto simili... fingere, fingere e sempre fingere... e far di tutto per dimostrarsi disinteressati... subdole rivincite e tanta tristezza... Bellissima, come sempre!