Un tiepido ricordo estivo
li abbiamo tenuti a fatica,
quei pezzi di cielo,
sforzandoci di non badare al nostro nome,
di non badare al profumo delle barche di carta e
di quelle di neve, che
si ostinavano a non affondare.
aggrappati, e poi salvati in mare aperto
su scialuppe di ricordi e di vento.
eravamo ormai altrove,
sempre più in periferia,
lontano dalle città illuminate.
abbiamo impunemente continuato a
darci del tu; ma stanotte, la terra ha tremato, il
cielo ha mollato la presa:
i brandelli di noi che
teneva con sé, li ha lasciati cadere d'un colpo
sulle nostre teste, sulle nostre labbra, su quello
ch'era, soltanto,
un tiepido ricordo estivo.
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L'autore
Fabrizio Rizzi
"Questa è la tua presentazione ai lettori, si raccomanda modestia e sintesi!". D'accordo: vivo a Taranto, ho 20 anni, scrivo poesie da quando ne avevo 12, ho affrontato la malattia, mi sono innamorato, ho tradito, amo la birra, amo Bukowski, amo il sorriso. Dimenticavo: faccio a pugni ogni giorno con la vita.
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