L'altra dimensione
Se un poco ristai puoi sentire
il rumore del tempo che corre,
il sangue che canta nelle vene
la breve canzone della vita;
ma il tempo che corre di fuori
ha un retrogusto amaro, si sente,
non è vino raccolto nella vigna.
Lento ti scolorisce i pampini,
ti scivola via dalle mani
e fa mattina e sera ...
notti infinite d'angoscia...
poi, preso l'abbrivio corre...
e trotta, e galoppa, e vola...
e da bambino in fasce
il tempo furibondo
ti solca e ti scolpisce
la pelle, ti divora i grassi
e ti sfinisce e ti sfianca;
infine, nauseato dalle giravolte
quando sospiri un poco di silenzio
il tempo non chiede documenti,
non ha partite doppie,
infila le chiavi nella toppa
e t'apre un'altra dimensione.
6 febbraio 2004
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
Commenti (1)
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S
Saffo3 giugno 2006
grande carlo... poesia stupenda... un finale meraviglioso!