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Ribellione 23 febbraio 2010 · lettura 1 min · 5970 letture

Al diavolo!

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Unghiar angusto e stretto per muri lisci verticali chiuso in questo blaterar stinto ed allucinato che millanta per modernità sopruso e disonestà a grattarsi via come la rogna principi e tensione d'onestà; e chiamatemi pure superbo se vi duole coerenza se vi disturba rettitudine che spregiate come peste: meglio il mio volto sporcato dai vostri banali sermoni che il vostro candore conformista di sepolcri imbiancati.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Storie di ordinario conformismo. Se cerchi di sostenere una linea di coerenza, e rifiuti compromessi e, soprattutto, pastette e ladrocini vari... sospettano di te, si chiedono dove vuoi arrivare, cosa vuoi; ti accusano di superbia, di donchisciottismo, ti danno dell'illuso, se non di peggio. Ed io chiedo in prestito una fotografia di Albertone...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (9)

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claudia cafagna23 febbraio 2010

andare controvento è l'unico modo per restare se stessi. questo è il significato più gradito che ho colto in questa poesia .denuncia delle tante miserie ben vestite che circolano in ogni luogo, ormai.

L
Lorenzo Crocetti23 febbraio 2010

Bravo Paolo! Io, per non compromettermi con i miei talvolta "acidi" commenti, ne scrivo al presente pochi, ma questa volta tu me li strappi di mano. La tua poesia, sempre imperniata su alti concetti morali che condivido interamente (non so poi se li attuo, spesso fra condivisione e attuazione vi è... un mare che li divide, insolita questa volta in un grido sdegnato e giustamente quasi violento (o diciamo pure violento del tutto, contro le tue tradizioni di quieto e deciso fustigatore di costumi) che più non riesci a trattenere. E ti sfoghi, per non scoppiare, anche con quella foto che è un "vaffanculo" di cuore. Se lo hai messo in un momento di rabbia e poi tu ti fossi pentito, me ne prendo io la responsabilità. E lo grido con te...

Barbara Rossi23 febbraio 2010

La diversità in un mondo conformista e ipocrita è un valore aggiunto, anche se si è soli, umiliati o derisi ...Condivisa! Bravo!

Kiaraluna23 febbraio 2010

L'onestà è quasi estinta, la massa non sa riconoscerla nella marea che avanza...è divenuta una sconosciuta e questa società xenofoba ne prova orrore e grida alle streghe... Ben scritta, molto e giustamente feroce, immensamente condivisa, infiniti applausi Paolo.

Salvatore Ferranti23 febbraio 2010

io, è da una vita che vado controcorrente... il risultato è stato scadente, mi ritrovo con un lavoro precario, per non avere voluto accettare raccomandazioni, e ho subito molte umiliazioni. ma, almeno, non ho ceduto all'ipocrisia, e sono rimasto sempre me stesso. una poesia che condivido, dal primo all'ultimo verso.

Antonella Bonaffini23 febbraio 2010

Mi inviti a nozze caro il mio 29 agosto... una ribellione condivisa, poesia forte... che ti assicuro arriva!

Danielinagranata23 febbraio 2010

Sei un grande... poesia come sempre condivisa in ogni parola molto bella la foto ci stà come "il cacio sui maccheroni" come sempre impeccabile

Berta Biagini23 febbraio 2010

Oggi andare controcorrente significa andare a dormire la sera con la coscienza pulita – sicuramente i nostri sogni ne risentiranno al meglio.

Rosy Marchettini23 febbraio 2010

Se si ha un'idea che secondo la propria coscienza è valida giusta la si deve portare avanti infischiandosene del pensiero altrui Anche io sono anticonformista e me ne vanto Bella poesia, piaciuta tantissimo e condivisa