Delirio
Ovale maestria
in bancali di nebbia...
atroce impudenza
tra schegge di verità...
meschina la resina
che attaccò le mie paure
e docile la violenza
che turbò le mie angosce.
Colsi il fiore della vanità
e sfiorai la virtù della vecchiaia...
versai lacrime di breccia
che ruppero la vetrata della noia...
imbrigliai la voce nella fantasia
e rimasi a guardare l'universo.
Avrei potuto essere...
ma ho preferito sapere.
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Commenti (7)
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V
Virginia6 giugno 2006
Adesso certamente non dormirò finché non scoprirò ciò che hai preferito sapere... una grande poesia totto... uno dei pezzi migliori che hai scritto!
G
Grace6 giugno 2006
molto delicato il concetto di violenza docile... bravo totto!
Giovanni Monopoli6 giugno 2006
coscienza di ciò che potevamo essere ma che invece preferiamo essere...
Elisabetta Randazzo6 giugno 2006
Ogni volta leggo i tuoi testi con piacere, e mi soffermo a riflettere sulle tue parole, perché in ogni parola esprimi un pensiero profondo.
H
Hermione6 giugno 2006
Un capolavoro.Dipingi delle immagini così vive da renderle quasi visibili. Avrei altri... ma non vorrei che ti montassi la testa!
M
Mariasilvia6 giugno 2006
”tra schegge di verità”, e” docile violenza”, meglio essere con il sapere! Bravissino
D
Dandi6 giugno 2006
Un delirio che turba profondamente, anch'io preferisco sapere... Bellissima

