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Amicizia 2 marzo 2010 · lettura 1 min · 5767 letture

Apparenze

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Giorni vuoti notti insonni che consumano viscere nude, la tua solitudine rinchiusa in torri d'apparenza e dietro gli schermi voci di megere che scivolano pesanti a sporcarti il volto, ma l'anima no; madida di vita sorridi dalle imposte: ci capiamo nel silenzio, non ci turba l'apparenza.
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Sei bella, intelligente, libera... le megere di paese non ti possono tollerare... e inventano storielline infamanti... cui credono solo loro...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (9)

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L
Lorenzo Crocetti2 marzo 2010

Le megere da strapazzo? Non meritano questa tua bellissima poesia. La meritano altri, ben più degni, non loro. Nemmeno devi guardarle con disprezzo. Lascia che le megere di paese si torcano nella loro insipienza e malvagità. Non so chi sia la donna alla quale ti rivolgi, e cosa ti rappresenti, perché là dove esiste il dolore tu sei sempre presente con una buona parola. Lei deve capirti. Ma io ti rimprovero per avere dedicato un così bel sentimento ad invidiose comari che meritano solo strapazzo. Lo strimpellatore folle, che è il sottoscritto... solo lui è capace di ruttare sulla loro faccia, gli altri no, perché sono tutti molto più educati di me. Diglielo, ti prego, a quella donna, che questo pazzo cantore di fiere paesane le è solidale.

Kiaraluna2 marzo 2010

Il mondo... civile straripa di vipere, molto più delle paludi e boschi di rovi... quanto male fa l'invidia e la madicenza... Stpenda dedica, apprezzata e condivisa.

La vita non sempre scorre liscia ed i tuoi versi lo sottolineano. Le persone cattive si annidono ovunque: bisogna solo snidarle ed isolarle. Anche nei siti letterari abbondano e fanno tanti danni soprattutto quando simulano di essere "poetesse" o "poeti". Ma se la nostra coscienza è a posto nessuno riuscirà mai a sporcarla, ed i tuoi versi, magistralmente costruiti, stanno a ricordarlo.

claudia cafagna2 marzo 2010

a volte queste megere, o come natura vuol denominare certa gente, meschina e fetida, riesce a fare molto male a chi non lo merita. andrebbero messi tutti in un gran calderone, e fatti vivere assieme, perche non meritano di stare tra la gente normale. molto apprezzata questa originale poesia

Ela Gentile2 marzo 2010

La maldicenza e la cattiveria di certe megere dovrebbe scivolare addosso, ma non succede mai così perché turba sempre l'animo, anche se in minima parte. Infatti non ci si abitua mai alle calunnie che sono delle vere pugnalate. Versi apprezzati e condivisi. Plauso all'autore per questa bella dedica.

La bruttura dell'anima si legge dal viso... diceva mia nonna... anche io metterei tutte queste streghe in un bel calderone... Come idea non sarebbe proprio male... poesia letta con piacere e condivisa!

Berta Biagini2 marzo 2010

Al giorno d'oggi non sono più tollerabili queste cose – eppure si trova sempre qualcuno che vuol mettere – come si dice – "il bastone fra le ruote" – l'unica cosa è fare finta di niente con la speranza che tutto questo prima o poi venga a noia a chi non ha proprio altro da fare.

Triste2 marzo 2010

Il pettegolezzo va a braccetto con la cattiveria. Bella poesia.

Anna Maria Obadon4 marzo 2010

Questi versi mi riportano alla mente la famosa aria lirica: " la calunnia è un venticello". Troppe persone parlano mosse dall'invidia non pensando a quanto può far male un pettegolezzo o una cattiveria gratuita. Apprezzatissima e condivisa.