37 lettori online · 355.926 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale nemesis.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Introspezione
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Introspezione 3 marzo 2010 · lettura 1 min · 5067 letture

Il compleanno

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
+ Segui
Quando nascesti tu c'era la neve. Non era la tua casa, quella terra straniera. Non amorevoli mani a stringer le mie in quel gelo. Lancinante dolore delle doglie lo spasmo, che il tuo arrivo annunciava. Imperturbabile sguardo di bianca sorella dal grande cappello esortava all'ultima spinta nell'ignota lingua. All'ennesima contrazione un flusso, ultima lacerante fitta prima di sentirti fuggire via. Tu. Vagito di stizza, di rabbia al cordone reciso, al tuo primo respiro in suolo non tuo. Sfinita, svuotata di te, avevo capito. Non eri più mio. Assopiti pensieri adagiati sul mio corpo affranto. Prima di chiudere gli occhi sfinita vergini mani devote posarono te sul mio grembo ormai vuoto. Fu allora che trovai il coraggio di osservarti. Con le lacrime agli occhi pieni d'amore sussurrai la tua prima nenia, nella lingua dei nostri avi.
♥ 0 💬 26
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

A tutti i figli di ieri, di oggi e di domani costretti a nascere in terra straniera

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

Tutte le opere →

Commenti (26)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Aldo Bilato3 marzo 2010

Non ho parole, che non siano solo che di rispetto e ammirazione. Maestosa sei. cià. Fiocco.

Poesia di intensissima bellezza umana ed espressiva... tocca le corde dell'anima! Segnalo ed applaudo!

Giorgia Spurio3 marzo 2010

bellissima soprattutto gil ultimi versi che si oppongono all'ansia dell'incipiti, al travaglio, al caos, alla sconosciuta terra... nato in terra straniera... ma quando il suo respiro si posò sul seno della madre... lì lei cantò "la tua prima nenia, nella lingua dei nostri avi". troppo bella

Vivì3 marzo 2010

Tenera, dolcissima seppur malinconica poesia che riporta ai momenti indimenticabili che tutte le donne o quasi tutte hanno vissuto con srtazio e con amore. Ragion e sentimento ancor di più per le donne costrette a partorire i loro figli in terra straniera. Poesia che comunque sia è sempre un inno alla vita e grazie all'eccelsa poetessa che ci ha fatto rivivere quei momenti sia tragici che stupendi.

Silvia De Angelis3 marzo 2010

Intensi commoventi versi che si soffermano su nascite che avvengono all'estero, di mamme costrette a partorire in paesi stranieri... Originale, sentita lirica molto apprezzata

Massimo Mangani3 marzo 2010

sgorga una tristezza impressionante da questi intensi versi ... da farmi immaginare una profuga strappata con forza dalla nascitura terra, Una lirica scritta con dovizia e bellezza impressionante, non con la tematica, talvolta si può essere più "soli" nella propria terra d'origine, poi mi piace pensare che l'uomo è cittadino del mondo tutto, e possa ritenersi a casa propria in qualsiasi luogo egli viva durante la propria esistenza

Lucia Volpi3 marzo 2010

Non sono tanto brava a fare commenti, ma questa poesia è bellissima per contenuti e forma. Complimenti

Clodiaf09043 marzo 2010

Con doti da regista sensibile l'autrice ci fa vivere un parto di donna profuga quindi intristita dal destino che le è toccato. La chiusa è molto bella.

Moreno il Duca3 marzo 2010

senza parole dalla bellezza e dalla profondità di questa poesia cara Marina posso solo aggiungere che sei stupenda per il tuo scrivere e per il tuo sensibile cuore un abbraccio e un fiocco

claudia cafagna3 marzo 2010

sei riuscita a commuovere con questi versi, che come scintille accendono sensazioni ed emozioni. grande poesia

Kiaraluna3 marzo 2010

Superba poesia... d'immenso spessore, e una cosa mi ha colpito... appena nato non eri più mio...è così,un figlio appartiene a se stesso e al mondo, non a noi che gli abbiamo trasmesso la vita... Una lirica strabiliante... inchino profondo.

Delice13 marzo 2010

Sono rimasta toccata immensamente dalla tua dolce poesia e quanto sono vere queste tue parole... Ammirazione e rispetto per tutte le madri le quali hanno avuto quest'esperienza... complimenti all'autrice di come ha saputo ben descrivere un evento cosi grande come la nscita di un figlio... BELLISSIMA

Francesco Scolaro3 marzo 2010

Chissà che ne sarà di quella creatura appena messa al mondo, in questo mondo globalizzato che doveva avvicinare i popoli e renderli più simili, mentre invece i sentimenti di diversità persistono creando disuguaglianze e dolore. Forse quella nenia degli avi sarà il primo e l'ultimo ricordo... Bella intensa e commovente

Salvatore Ferranti3 marzo 2010

poesia che mette in mostra la profonda sensibilità dell'autrice. sempre molto attenta ai problemi sociali, occhio vigile sugli avvenimenti... poesia molto condivisa ed apprezzata.

Clara Gismondi3 marzo 2010

E per le parole usate e per l'argomento a me molto caro mi devo inchinare. Grande poesia, grande cuore!

Barbara Rossi3 marzo 2010

Resto senza parole... affascinata dai Tuoi versi... Applausi!

Berta Biagini3 marzo 2010

Si rimane senza parole leggendo questi versi che anche nel tempo profumeranno sempre di vita, perché il mondo continuerà a moltiplicarsi sempre così e questi versi ovunque verranno letti sempre lo ricorderanno. Una poesia eterna che mi ha commosso come mai.

Giovanna De Santis3 marzo 2010

non riesco mai a trovare giuste parole davanti alle tue Nobili poesie Marina brividi mi pervadono e qualsiasi sia l'elogio è sempre poco poesia di straordinaria profonda sensibilità infiniti inchini

Antonella Scamarda3 marzo 2010

La bellezza di questi versi va oltre ogni immaginabile elogio... taccio e la rileggo per arricchire la mia anima!

F

Che dire? Stupefacente tanto se ne tocca il sofferto percorso e la struggente intimità

Danielinagranata3 marzo 2010

Qulasiasi verso esca dalla tua penna è emozione allo stato puro questa di oggi è intensa e toccante da fiocco rosso

Rosy Marchettini3 marzo 2010

Poesia di una dolcezza strabiliante ed infinita Nascere lontano dalla propria patria a volte pesa nello sviluppo del bimbo, bimbo che forse, solo quando sarà adulto, potrà visitare i colori, le forme, gli usi ed i costumi della propria terra Siamo tutti fratelli, ma l'uomo non lo ricorda e questo non ricordare porta a fare domande ai bimbi che possono farli sentir non accettati, non protetti e, forse, a domandarsi se la loro vita sarebbe potuta essere diversa se nati nella terra dei suoi genitori Poesia che apre un profondo dibattito Piaciuta tantissimo perché questi versi sono carezze sui volti di tutti i bimbi del mondo Applausi e fiocchi rossi a gogò

Angela3 marzo 2010

Una grande gioia come quella di far nascere un bimbo diventa quasi una tragedia se vissuta nella dolorosa solitudine di una terra straniera. Con la paura di trasmettere al nascituro il senso di precarietà e provvisorietà che proviamo sulla pelle. Fortunatamente il nascituro crescendo sente di appartenere totalmente alla realtà in cui vive. La terra degli avi rivive solo nel ricordo di una nenia anche se ha plasmato tutto il suo essere è silenziosamente riposta in un angolo remoto del cuore.

quela nenia che tu canti con grande trasporto significa tanto, sono quelle frasi da cui si riesce ad individuare tutta la bontà di un animo umano, poesia stupenda per quello che racconta, stupenda per come lo racconti

Daniela Pacelli3 marzo 2010

Bellissimi questi versi dedicati a tutti quei bambini nati di colori e razze diverse, in territori stranieri... sono tutti figli di Dio, con la paura però che la sua vita sia una vita precaria e piena di stenti. Riesci a descrivere con le tue parole e le tue descrizioni, dei versi e delle poesie sempre interessantissime perché cariche di sensibilità e di emozioni che si possono toccare! Complimentoni e applausi tutti per te

Gabry Salvatore4 marzo 2010

Straordinariamente bella, questa poesia. Profonda riflessione sull'immigrazione e sulla sofferenza dei figli che sono obbligati a cambiare abitudini e ambienti di vita. Versi dolci e al contempo molto forti. Stupenda!