Il fiore d'acciaio
Paolo Ursaia
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Un cielo grigio
a smorzar occhi
a vincer braccia
lungo i fianchi;
uno sguardo fragile,
divina bellezza
che cede alle raffiche
d'una vita ostile.
Orizzonte di sangue
che lacrima pioggia
sul volto d'angelo
che sfiora la terra;
lontana nell'ombra,
la pallida grazia
dell'anima tua,
fiore delicato tra le macerie.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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Antonella Bonaffini3 marzo 2010
Una poesia dedicata ad un'amica la cui fragilità il poeta sente esser solo apparente... che dire? Splendida!
Berta Biagini3 marzo 2010
Versi che paiono un dipinto – una dedica che si sente uscire dal più profondo del cuore.


