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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Arelys Agostini
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Natura 4 marzo 2010 · lettura 2 min · 3756 letture

Cosa hai fatto del tuo paradiso?

A
Arelys Agostini 690 poesie pubblicate
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Figlio! Cosa hai fatto del tuo paradiso? Te l’ho donato fiorito, per il tuo bene, perché un giorno lo offrissi al frutto delle tue viscere... E cosa ne hai fatto? . Hai amato, invidiato, odiato, tradito tuo fratello, impoverito il tuo prossimo, ucciso l’amico, distrutto tuo padre. . Hai scavato la mia essenza, consumato i miei frutti, leccato il mio sudore; mi hai dissanguata e venduta agli infami, avvelenandoti col profitto della speculazione. . La tua arroganza ha lapidato le mie viscere, e ora non posso fermare il tuo cataclisma. Dimmi, polvere della mia polvere: come può una madre distruggere suo figlio? . Sono malata, ferita, e piango il mio dolore, sola, su questa grande isola, abbandonata, in squilibrio, in mezzo a questo vuoto spazio dove non ricevo il tuo conforto. . Figlio, figlio amato! Non vuoi capire, e continui a correre sulla schiuma impetuosa dell’egoismo e dell’indifferenza. . Oh figlio! Cosa hai fatto di me? Non vedi che io... sono la tua dimora? - ¿QUÉ HAS HECHO CON TU PARAÍSO? . ¡Hijo! ¿Qué has hecho con tu paraíso? Te lo entregué florido para tu bienestar, para que lo donaras algún día al fruto de tus entrañas... ¿Y qué has hecho de él? . Has amado, envidiado, odiado, engañado a tu hermano, empobrecido a tu prójimo, matado a tu amigo, destruido a tu padre. . Has escarbado mi esencia, comido mis frutos, lamido mi sudor; me has desangrado y vendido a los infames, contaminándote con el beneficio de la especulación. . Tu arrogancia ha lapidado mis entrañas y ahora no puedo detener tu cataclismo. Dime, polvo de mi polvo: ¿cómo una madre destruye a su hijo? . Estoy enferma, adolorida, y lloro mi dolor sola, en esta gran isla abandonada y desequilibrada, en medio de este espacio vacío donde no tengo tu consuelo. . ¡Hijo, amado hijo! No quieres entender, y continúas corriendo sobre la espuma chorreante y galopante del egoísmo y la indiferencia. . ¡Oh hijo! ¿Qué has hecho conmigo? ¿No ves que soy tu morada?
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Inspirada en el poema "Tierra del Dolor" de Adolfo Sánchez Vásquez ¿En qué región del aire, por qué mares —oh latitud humana del tormento— tuvo el crimen tan claro yacimiento y la muerte más vivos hontanares? ¿En qué bosques las hachas seculares gozaron de tan largo valimiento? ¿Dónde tuvo el dolor mejor cimiento? ¿Dónde el llanto tan pródigos lagares? Labrador de la muerte que en mi tierra sólo con sangre riegas los terrones y con huesos abonas nuestro suelo. ¿Qué esperas cosechar si nada aterra a quien sabe encontrar a borbotones, en el terrón más duro, su consuelo?

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L'autore
Arelys Agostini

Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel

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Commenti (8)

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Silvia De Angelis4 marzo 2010

Putroppo l'umanità con il suo egoismo, la sua cattiveria e la sua noncuranza per le bellezze della natura non fa altro che procurare ingenti danni... spesso irreparabili... Meravigliosa, intensa lirica apprezzatisima

Madre Terra, addolorata, umiliata, tradita, non ci odia, non ancora, perché non parla di vendetta, ma ci implora di cambiare vita, di tornare come alle origini del mondo, quando eravamo uomini buoni, figli devoti e rispettosi, quando ancora non eravamo stati contagiati dal Male...

Calogero Pettineo4 marzo 2010

Una lirica dalle Struggenti parole, dramma con cui molti devono fare i conti, l'iconsapevolezza dei figli convinti di essere nel giusto vanifica ogni cosa per loro costruita, lasciando nel dolore le persone che nutrono per loro un amore smisurato. Conmovedoras palabras de un poema, un drama que muchos tienen que hacer frente, el iconsapevolezza convencido del derecho de los niños se destruye todo lo construido para ellos, dejando al pueblo el dolor tienen para sus un amor sin medida.

Rita Minniti4 marzo 2010

Immense le parole con le quali l'autrice descrive lo scempio che l'uomo, figlio della terra, sta attuando intorno a sè, senza pietà, senza nessuna consapevolezza. Una poesia amara, dal canto struggente che non può non toccare nel profondo dell'anima, che non può non far riflettere su quello che si è diventati, su quello che continua, l'uomo a fare, distruggendo quelle bellezze un tempo incontaminate. Versi che lasciano un serio spunto alla riflessione, versi bellissimi carichi di amore verso la natua quanto di rabbia verso l'uomo!

Gabry Salvatore4 marzo 2010

Stupenda riflessione sulla natura che l'uomo nel corso della storia distrugge. Versi di dedica alla madre terra, profondamente intrisi di dolore e molto significativi. Stupenda!

Francesco Scolaro5 marzo 2010

Una poesia che è anche una denuncia per lo scempio apportato a questa terra consegnataci immacolata e prospera sulla quale la mano dell'uomo ha commesso scempi e delitti. Un capolavoro di sensibilità e amore.

Nadia Mazzocco5 marzo 2010

Magnifica perla! Meravigliosi versi così immensi... traspare la tua grandissima sensibilità, hai veramente un grande talento! Molto sentita questa tua lirica, e apprezzatissima

Sergio Melchiorre13 maggio 2010

Un antico proverbio indiano recita: "noi siamo l'arco, i nostri figli sono le frecce".