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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Sociale 5 marzo 2010 · lettura 1 min · 3386 letture

Gracias a la vida?

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Del Giudizio è forse arrivato il giorno, mio Dio, che la terra hai lasciato di nuovo tremare, seminando la tua ira tremenda tra le genti che vivono nel Sud del mondo? Orrore, lacrime, sangue, tra il rantolo della vita che muore. Sguardo sgomento non comprende ragioni di tanta vendetta, mentre l'ombra s'aggira tra le rovine, fiutando famelica il suo tributo di figli. Nuovi desaparecidos gettano il Cile nel pianto, ingoiati dal sussulto del suolo, in attesa dell'onda di morte, che riporti, tra gli oggetti, almeno quei morti.
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Il 27 febbraio 2010 la terra ha tremato ancora, questa volta in Cile. Non possiamo credere, che Dio ci abbia abbandonati... Come potremo cantare, di nuovo, "Gracias a la vida"...

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (21)

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Clara Gismondi5 marzo 2010

I popoli più sfruttati e maltrattati nel mondo sono quelli che stranamente riescono a prendere dalla vita più di quello che facciamo noi e questa è una gran lezione di vita. Di fronte a situazioni di distruzione c'è solo sgomento e morte e la vita perde di quella lucentezza perché la sopravvivenza avanza. Gracias a la vida è un canto d'amore ma anche di dolore e la trovo molto adatta alla poesia. Ne risorgerà nuovamente lo spirito. Sono sfociata in pensieri personali non avrei voluto... La poesia è toccante e assai profonda. Non dobbiamo dimenticare.

Carmelita Morreale5 marzo 2010

Il dolore di un popolo già provato da tanta sofferenza sembra quasi una beffa... come se un destino crudele si fosse accanito contro chi è solo ricco di povertà... Il giorno del giudizio che scuote le vite di tutti giunge ogni volta in cui dimentichiamo che prima o poi anche noi diventeremo dei desaparecidos travolti dall'onda della vita... e che per il momento siamo solo inermi spettatori di uno spettacolo di morte che non riusciamo a comprendere ... Plausi e tanta commozione.

Angela5 marzo 2010

Versi che sono un grido di dolore e di disperazione e danno una piccola voce a coloro che domandano quei mille perché che saranno sempre e comunque senza risposte perché a noi non è dato di capire dobbiamo solo avere fede in un compenso futuro. Cosi ci dicono... Qualcuno pur riesce a convincersi...

Antonella Scamarda5 marzo 2010

A volte la Vita... la Morte, sono incomprensibili, ci costringono ad uno spettacolo che personalmente definisco osceno, forse sarà un'espressione forte, ma non ne saprei trovare un'altra in occasioni come quella descritta nei versi... Dolorosa ma bella poesia!

A
Arelys Agostini5 marzo 2010

Y... particularmente te doy la GRACIAS querida POETESA, por tratar un tema tan sensible para el pueblo latinoamericano, sea este Chile, Haití y tantos otros que hoy se sienten golpeados por la fuerza de la naturaleza, lo que ha llevado al terrible hecho de la perdida de tantos hermanos. Hermosa y sentida poesía que nos regalas.

Silvia De Angelis5 marzo 2010

...e la tera continua a tremare... in modo più cruento su quei popoli che già si trovano in condizioni precarie... le parole sono sempre poche ed inutili per dissentire ed aver immensa pietà...non so se davvero esiste Dio! Lirica apprezzata

Salvatore Ferranti5 marzo 2010

purtroppo la natura ha le sue regole. siamo noi che, pur conoscendole, ci ostiniamo ad andare contro, con le nostre teste dure. prima di lamentarci, dovremmo cercare di amarla di più...la nostra Madre natura... poesia molto bella, ben scritta. applausi.

Berta Biagini5 marzo 2010

Purtroppo dobbiamo adeguarci ai movimenti della terra – non possiamo farci niente - è la vita che pulsa dentro di essa – bisognerebbe soltanto rispettarla di più.

Kiaraluna5 marzo 2010

Non credo assolutamente che Dio ci abbia abbandonato, ma sappiamo che il mondo governato dal male, dalla cupidigia e dal peccato avrà la sua fine... io credo che ce lo stia ricordando, ma noi oltre che ciechi, siamo anche sordi. La sofferenza ha sempre fatto parte di questa vita... solo sperando nell'altra avremo giustizia. Amara e dolorosa, stupenda poesia.

claudia cafagna5 marzo 2010

ogni parola in questa poesia è un brivido che da l'esatta dimensione della tragedia. il suolo che inghiottisce persone come l'onda che li riporta a galla come oggetti. una preghiera a dio che non lasci questo mondo andare alla rovina, e che ci permetta ancora di intonare un canto. riesci a essere poeticamente vera nella dolorosità di certi eventi, ma come un fiore da questi tuoi versi emerge sempre la speranza. inchino amica poetessa

Moreno il Duca5 marzo 2010

cara Marina non credo che Dio ci abbia dimenticati penso invece che noi ci siamo dimenticati dove viviamo e che noi stiamo maltrattando questa bellissima terra nostra, la vita che pulsa forte all'interno del nostra pianeta deve pur uscire e succede anche questo tragedie su tragedie brava complimenti

D
Dalassa5 marzo 2010

Qualsiasi catastrofe su questa terra a prescindere dove capiti dovrebbe essere vissuta con totale empatia per ridimensionare comportamenti umani che osservano la morte sempre lontana da sé stessi. Quando succede già dove la povertà non risparmia nessuno la compassione che suscita é enorme. Toccante poesia degna di profonda considerazione.

Carlo Fracassi5 marzo 2010

Premesso che Dio c'entra poco rispetto alle catastrofi naturali e/o indotte, l'uomo nella sua millenaria evoluzione ha imparato a correre ai ripari, per quanto possibilie (vedi Giappone). Il dramma è che quando questi malaugurati eventi s'abbattono su popolazioni povere o ancor peggio vittime della speculazione, il danno, da contenuto che potrebbe essere, diventa immane ed inevitabile tragedia!

Vivì5 marzo 2010

che si può aggiungere a parole su parole amica mia? Tu riesci sempre a toccare il cuore il cuore di chi ti legge poi con argomenti del genere ci si commuove anche. Niente, hanno detto gli altri, non mi resta che piangere e cercare di aiutare nei limiti del possibile. Grazie!

Una poesia dolorosissima che tocca l'anima... una realtà crudele, colorata da lacrime e sangue... gente che non si può dimenticare. Bellissima.

Antonella Avolio5 marzo 2010

Un dolore molto sentito emerge dalla lirica con forte impressione. Molto apprezzata

Clodiaf09045 marzo 2010

Sì, si perde speranza di fronte a eventi così luttuosi che colpiscono poi chi è già colpito... Bella e profonda.

F

Il senso della vita scompare muto ed assurdo di fronte a certi eventi che comprimono ancor più il già precario equilibrio dell'esistere

Francesco Scolaro5 marzo 2010

Anche a me sembra esserci un accanimento della natura che forse non ne può più per lo scempio che l'uomo ha fatto e continua a fare di questo martoriato pianeta. Non ti nascondo che tutto ciò mi turba e la tua bella poesia ne rivela i motivi. Bella.

Danielinagranata5 marzo 2010

Profonda intensa e toccante ancora una volta la terra ha tremato portando vittime e tanto dolore splendida poesia

E' molto difficile comprendere il vero messaggio che ha inteso lasciarci Dio. Immolandosi Egli stesso, per primo, sulla Croce. Ma se lo si comprende per fede, se proprio in quella Croce si riescono a contemplare, in ugual misura, la gioia e il dolore, e che le catastrofi non sono mai volute da Lui, sarà sempre lontano da noi il dubbio del suo abbandono. Piuttosto sarà sempre vivo e presente il suo più profondo rispetto per i suoi figli. Ai quali, ha voluto lasciare il libero arbitrio. Avendo fornito loro le capacità intellettive del discernimento. Sicché, come disse anche G. Paolo II, saper vedere anche nel male, una multiforme fioritura di bene.