Un conzijo è d'uopo e te lo do

Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (6)
carina fresca divertente a quest'ora ci voleva proprio
Ottima forma poetica di una lirica dialettale molta ben elaborata e davvero divertente... Lirica strapiaciutissima
Ci fa sorridere, è vero, ma quanta amara verità nascondono i tuoi versi!
Una ironica e piacevole scorribanda sulla corna che, se reciproche, vengono rese in maniera che si elidono e si annullano a vicenda. la nostra sarcastica e brava poetessa romanesca, alla quale però, io che sono un "maniaco" della rima, consiglierei (se lei naturalmente me lo permette) di rivedere il verso "Ar terzo... chi te levava certe voje" che è un dodecasillabo che stona un poco in mezzo a tutti gli altri endecasillabi. Io lo cambierei in "Ar terzo... chi te leva certe voje". Pregherei la gentile Gabriella di non inveire contro di me per questo rilievo...
Versi divertenti per amara e vera realtà...Molto bella...
Allegria, ironia e profonda e cruda verità, frullate in strepitose rime dialettali. Applausi all'autrice.




