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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Introspezione 16 marzo 2010 · lettura 1 min · 3084 letture

Voce di piano

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Il suono di un pianoforte scordato è voce mesta dell'intero creato. E' lamento di gabbiano, pianto di bimbo, miagolìo di gatto raffreddato. E' organetto di periferia filastrocca sghemba, recitata senza voglia. Voce inascoltata, melodia non più temperata che suona stridula, dissonante, alterata. Così è il pentagramma della vita. Continuiamo a strimpellar le stesse note, ma la partitura ormai non è più la stessa.
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Dedicata a Dalassa, autrice di questo sito, che involontariamente me l'ha ispirata, mentre commentavo una sua poesia.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (16)

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Raggioluminoso16 marzo 2010

Un volo dentro l'anima che, in modo superbo, descrive grandi verità - valide per tutti. Eccelsa poetessa - lirica molto apprezzata!

F

La partitura non è più la stessa perché le stesse note non sono più eguali ricavandosi da uno strumento che solo apparentemente, esteriormente, è quello di un tempo, in realtà,nell'intimo, non è più in grado di trovare e cavare armonie e significati. Originale parabola del mutare della vita e degli uomini. Nello specifico attuale la visione non può che essere pessimistica.

Carmelita Morreale16 marzo 2010

Metafora molto apprezzata e condivisa... la vita a volte è una partitura che riformula le stesse note ma non sono più le stesse... ogni tasto è un giorno, ogni nota è un'emozione e in questa distorsione di suoni continuiamo a vivere nostro malgrado... raramente percepiamo la melodia di uno strumento che dovremmo nuovamente accordare! Piaciuta ed apprezzata moltissimo. Plausi.

Silvia De Angelis16 marzo 2010

Un sentire opprimente e pesante il valore della vita, sempre imprevedibile e con accadimenti non sempre piacevoli, accostata abilmente al suono di un pianoforte scordato che emette sgradevoli toni... Lirica originale, molto apprezzata

D
Dalassa16 marzo 2010

Cosa c'è di più triste che protendere l'udito per ascoltare i "suoni della vita" e sentirli stonati o coperti da altri suoni stridenti. Ogni voce dovrebbe cantare e ogni suono dovrebbe essere musica intonata per noi. Questa è la magia della poesia, cantare insieme in armonia.

Anna Maria Obadon16 marzo 2010

Le parole i gesti restano gli stessi ma sono le nostre emozioni che cambiano disilluse dalla vita. Bellissime metafore, splendida poesia.

Salvatore Ferranti16 marzo 2010

una poesia che parla di poesia e di musica. un connubio splendido... senza musica non ci sarebbe nemmeno la poesia. molto originale quest'opera. versi che conquistano... applausi...

Kiaraluna16 marzo 2010

Il pianoforte ha le corde della mia anima, piange e ride e dà emozioni indescrivibili, così come la poesia. Stupenda poesia e grande dedica ad una grande autrice. Appalusi!

Lucia Volpi16 marzo 2010

la musica e la poesia percorrono la stessa strada, bella e originale questa tua poesia, ma non mi meravigli sei sempre.

Francesco Scolaro16 marzo 2010

E' vero, ogni cosa che ci gira intorno appare stonata e fuori luogo, ma noi continuiamo, imperterriti, a suonare la stessa musica mentre invece andrebbe riscritta... per certi versi... Molto profonda ed apprezzata

Antonella Bonaffini16 marzo 2010

Nessun momento avrà mai un attimo gemello... versi armoniosi di grande spessore. Bellissima!

Moreno il Duca16 marzo 2010

voliamo nella nostra anima e scopriamo la sincronia poesiae musica il cammino delle arti che lungo la strada si tengono la mano belle emozioni ti ha ispirato dalassa e complimenti a te meravigliosa donna che le hai messe sul foglio bianco

Berta Biagini16 marzo 2010

Musica e poesia si danno la mano riuscendo sempre ad emozionare – ovunque approdino rimarrà sempre il segno del loro passaggio.

S
Silvia Cingolani16 marzo 2010

Bellissima quanto pessimistica questa poesia. Io trovo che anche un pianoforte un po' scordato se suonato da chi lo conosce da una vita e lo suona con l'anima, può creare armonie meravigliose. Certo che non è facile... Cmq grazie per l'emozione che mi fà provare, sempre.

Angela17 marzo 2010

Un viaggio nel profondo dell'animo umano osservando come ogni cosa può assumere significati e valenze diverse adeguandosi alle circostanze contingenti come nel caso di questa poesia dove il suono scordato del pianoforte evoca immagini sgradevoli Argomento interessante esposto in maniera pregevole

Giorgia Spurio17 marzo 2010

scordato... eppure voce mesta... lamento di gabbiano, pianto di bimbo, miagolio di gatto, organetto di periferia, filastrocca sghemba, recitata con o senza voglia... è il pianoforte dell'anima... ritmi di ogni musica, genere, possono dettare note o suoni dai diesis ai bemolle che si intrecciano... in quella voce inascoltata, in quella melodia non temperata ma stridula e dissonante che "urla" alterata. il pentagramma della vita è una scala che si scende e si sale... che si strimpella anche con le unghie... magari le note sono le stesse... ma la partitura non è "mai" la stessa. bellissima