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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Riflessioni 17 marzo 2010 · lettura 1 min · 4557 letture

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Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Sì. Lo so. Dovrei uscire, ma non ci riesco. Aprire la finestra per fare entrare il mondo è l'unica cosa che ancora posso fare. Chiusa fra queste mura, seduta al capezzale della mia vita franta, continuo ad ascoltare le tue ultime parole. Disco rotto, ripetitivo, che mi esorta a non aver speranza. Rifletto su quel saggio tuo consiglio. Me lo ripasso sillabandolo a memoria, ma continuo a non capirne il nesso. Forse sto perdendo tempo, ma poco importa. La pazzia non mi spaventa né mi offende. Resto seduta qui, davanti alla finestra. E' l'unico modo che mi resta per poterti avvicinare nuovamente.
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (23)

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Aldo Bilato17 marzo 2010

Versi apparentemente di resa, a tratti terribili, ma stupendi nel sentimento che esprimono... complimenti. cià

Raggioluminoso17 marzo 2010

La finestra che non si riesce ad aprire, la rottura con il mondo - quante volte ci si piega su se stessi senza capire il nesso delle cose. Riflettere al capezzale della vita... versi molto intensi. Molto sentita e condivisa. Apprezzatissima!

Angela17 marzo 2010

E' una scelta obbligata l'unica possibile quella di far entrare il mondo dentro la nostra vita consapevoli che mai potremmo andare liberi nel mondo perché sempe tallonati da responsabilità e pensieri che inchiodano la nostra anima nell'ambito ristretto che mai possiamo abbandonare

A
Arelys Agostini17 marzo 2010

Muchas veces nos quedamos sentados allí detrás de esa ventana por el miedo de no ser aceptados más allá de los muros que la sostienen. Pero debemos tener el valor para hacerlo, una y otra vez, lo contario nos llevara a un estado de inconciencia y melancolía muchas veces destructivos para nuestra alma sensible, para nuestra mente todavía intacta al sentir humano. Molto sentita questa tua.

Anna Maria Obadon17 marzo 2010

La nostra casa viene spesso vissuta come la coperta di Linus... ci protegge e al tempo stesso ci impedisce di affrontare "il mare aperto". Si preferisce aprire un piccolo oblò dal quale guardare la vita con l'illusione di non essere viste. Ritengo che sia un atteggiamento molto femminile un modo di fare quando sentiamo di essere state usate e deluse o quando qualcuno abbia giocato con i nostri sentimenti. Purtroppo questo estraniarsi ci servirà sempre a poco perché la vita va vissuta attimo dopo attimo per non accumulare troppi rimpianti. Bella poesia.

Silvia De Angelis17 marzo 2010

Ci sono momenti in cui l'anima non può far altro che soffermarsi, meditare e fare un po' il punto della situazione, per chiarire con sè stessa qual'è l'atteggiamento migliore da intraprendere al di lè di azioni sublitanee... Lirica molto apprezzata

Carmelita Morreale17 marzo 2010

Per superare i momenti un po' di bassa marea nella vita a volte non bisogna fare grandi cose... correre incontro al destino ci stanca... ci fa paura... ci rende insofferenti... come una guarita profonda basta attendere che smetta di sanguinare e piano piano si rimarginerà da sè... ecco così ... attendere che il mondo una volta tanto ci raggiunga ... e venga a confortarci... non può che aiutarci a superare i momenti più difficili... facciamo entrare un po' d'aria fresca nelle nostre giornate... Una prospettiva di vita che vuole ancora andare oltre la tristezza, dispiegandosi al futuro... Piaciuta e molto condivisa, soprattutto, in alcuni passaggi che riflettono molto uno stato d'animo di assoluta affinità al mio personale sentire. PLAUSIIIII.

Vivì17 marzo 2010

Una poesia dai toni malinconici e riflessivi. Direi una poesia combattuta tra la speranza e la rassegnazione. Ho trovato molto strano questo testo scritto da una poetessa che in genere scrive con un vigore e con decisione veramente molto rari . Comunque scritta con la abituale eleganza, poesia molto molto apprezzata.

Versi così toccanti malinconici a volte siamo in eterno conflitto con noi stessi da una parte la voglia di continuare ad assaporare tutto ciò che la vita dona e dall'altra l'arrendersi di fronte alle difficoltà.Poesia di grande profondità e riflessione molto piaciuta con un tantino di malinconia

M
Mau035817 marzo 2010

Palpabile mestizia, intensa e razionale sofferenza che non intravede sbocchi... ma c'è quella finestra che guarda sul mondo. C'è quindi qualcosa al di fuori delle stanze del dolore, la scelta è tua carissima Nemesis, solo tua. la vita continua, deve continuare, sempre... anche per te, ed il dolore si allevierà,questo il mio augurio ed il mio invito dopo averti letto con l'attenzione ed il rispetto che questi tuoi versi meritano.

Salvatore Ferranti17 marzo 2010

a volte rimaniamo cosi, ad un passo dalla vita, e non riusciamo neanche a spiegarci il perché...poesia che mette in luce le difficoltà di una scelta, che sono anche le difficoltà che si presentano ogni giorno, in mille sfaccettature diverse.

Kiaraluna17 marzo 2010

Come dice Salvatore, a volte il vuoto rimasto dentro ci frena e tiene ad un passo dalla vita, immobili... dinanzi a quella finestra aperta, senza entrare né uscire... senza sapere se perdersi o ritrovarsi... Bellissima, suggestiva e amara, pienamente sentita e apprezzatissima. Inchino profondo.

Francesco Scolaro17 marzo 2010

Il mondo non entrerà mai da quella finestra, siamo noi che dobbiamo andarci incontro anche se a volte rifuggiamo... Versi che denotano tristezza e una certa difficoltà ad aprirsi, a concedersi, malgrado i saggi consigli...

Berta Biagini17 marzo 2010

A volte riflettere troppo ci può anche far perdere la bussola – l'importante è rimanere con i piedi bien piantati in terra aspettando il momento più propizio. Particolari versi per quest'autrice.

D
Dalassa17 marzo 2010

Forse la finestra aperta è il modo per regalare agli occhi e alla mente la strada di uscita e non di rassegnazione. ... l'importante è riuscire sempre a parlare con sè stessi. Mie le riflessioni sorte spontanee dopo una bella lettura.

Clodiaf090417 marzo 2010

Triste e toccante nella sua immobilità dichiarata ma che l'autrice vorrebbe spezzare. Molto intensa.

Barbara Rossi17 marzo 2010

Momento difficile, l'anima che affranta rivive parole ossessive... che rimbombano nella mente, ed allora veramente sentiamo di impazzire... difficile trovare nuovo slancio per aprirsi alla vita. Profondamente sentita. Applausi!

Moreno il Duca17 marzo 2010

versi questi che fanno apprezzare la vita la nostra Marina riesce sempre a colpirmi con le sue liriche sapientemente scritte e con uno sguardo sincero e sopra alla media comune degli uomini mai arrendersi anche quando in noi si fa largo la malinconia brava complimenti

claudia cafagna17 marzo 2010

a volte non fa male restare a guardare il mondo da una finestra, se questo può servire a riflettere su se stessi o su qualunque cosa si desdieri .interessante questa tua riflessione cosi pacata e nonostante trapeli della sofferenza si intravede un cielo sereno da quello spiraglio...

F
Franca Canfora17 marzo 2010

Dietro quella finestra c'è il mondo, c'è la vita, quella vita di cui ti devi riappropriare, anche se le scelte sono difficili da fare. E' una bella poesia che mette in evidenza una lucidissima introspezione, dolorosa e sofferta.

Nadia Mazzocco17 marzo 2010

Fiocco rosso per tornare a rileggerla, questa poesia cosí piena di malinconia, pensieri che fanno meditare sulla vita, e sulla ricerca continua di una strada, una via di uscita alla sofferenza .

Clara Gismondi17 marzo 2010

A volte ci troviamo con le spalle al muro ma il vuoto è apparente, lo creiamo noi. Gran potere di distruggere ma anche di amare dico io. Forse potremo far qualcosa anche se lo dobbiamo volere. Ti voglio bene e ti apprezzo moltissimo per le poesie che scrivi e la vita che metti dentro le tue poesie, immensa.

Antonio Biancolillo17 marzo 2010

A volte rimane solo aprire quella finestra dell'anima per far entrare il mondo tra quelle quattro mura... in cui ci si rinchiude... inutile quel volersi piangere addosso... e se si usa quel pizzico di follia che è in noi... quel mondo riuscirà a farsi scoprire diversamente da come ci siamo abituati a disegnarlo... Fuori è il confronto... fuori si possono scoprire le nuove tinte che ogni giorno sa regalarci... Mi sa che vale la pena spalancarle completamente... e la tua chiusa di speranza reale ...ne è conferma... Apprezzata tantissimo...