Villa Fonteviva

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (22)
Follia e ragione - confine molto labile. Difficle tracciarne i confini. Non è un caso che non si parli più di "normalità". Meglio allora pensare a cosa può condurre la follia - se la via da seguire è piacevole allora meglio accoglierla a braccia aperte, viceversa, meglio indietreggiare verso la ragione. Difficile, però, saper controllare l'intelligenza emotiva. Condivisa e molto apprezzata!
Poesia che mi ha lasciato senza fiato... sia per l'argomento trattato, che per la costruzione... versi bellissimi. condivisa e piaciutissima. cià.
E tanto piccola quella linea che in pochi minuti passiamo del sano al irrimediabilmente perso/Pero, chi, in mezzo a queste caos del mondo, è perfettamente normale?/Chi non è stato esaltato della pazzia? Chi non ha provato o almeno pensato in qualche momento che la cosa migliore e finire con la sua vita? Chi non ha fatto una pazzia per amore?/che non ha pianto senza nessuna ragione, che non si ha depresso? La ragione e la follia dominano la nostra vita. E noi viviamo soggette a questi cambiamenti, anche senza esserne consapevoli, quando attraversiamo quella linea molte volte più diffusa, più debole, più tenue./Forse più interessante?/Affascinante poesia piena di musicalità armonica per un tema come il trattato.
Esistono dei momenti fragili e molto labili, quasi a segnare il confine fra ragione e non... sono impercettibili, ma sottlindeano che basta poco per modificare i punti fissi della mente... Lirica molto ben elaborata, piaciutissima
la mente umana è imprevedibile l'emotività è incontrollabile e non si riesce ad essere razionali nel modo giusto... penso che la troppa intelligenza porti anche ad un pizzico di follia non per questo voglio dire che è meglio non essere intelligenti ho conosciuto persone superdotate che purtroppo avevano atteggiamenti incomprensibili agli altri Seneca diceva che non è mai esistito un grande ingegno che non avesse un po' di pazzia. LA poesia mi è piaciuta tantissimo è molto realistica mi perdoni l'autrice se il commento non ha la giusta interpretazione
Versi veritieri, sinceri che riflettono sul tema del mondo virtuale e sulla sovrapposizione reale- virtuale. Nel nostro mondo stolto, purtroppo, non ci si rende conto che lo strumento virtuale è comunicazione tra persone, che hanno dignità e sentimenti. Poesia molto condivisa, introspettiva, ma anche di denuncia seria su cui meditare e da non sottovalutare. Elogio all'autrice per la sua sensibilità.
L'ho letta con curiosa attenzione ...versi che catturano per la particolare capacità di lasciare col fiato sospeso, come sempre profondissime le tue osservazioni. Mi inchino alla Tua bravura!
Un triste inizio di poesia pensando a quel mondo che esiste nascosto da molti – se ci pensiamo bene tutti siamo un po' folli, altrimenti come faremo ad accettare tutto quanto ci viene proposto – è bene riflettere spesso sulla nostra vita, in modo da farne una cernita per salvaguardarci dal peggio.
quante cose si potrebbero dire sulla follia, sul confine sottile tra la follia e la normalità. sono le persone più sensibili, sempre loro, a diventare "pazze". io credo che dovremmo riflettere di più su questo tema, ed approfondirlo. poesia che mostra "il lato buono" della follia. spesso, mi dico, che siamo tutti pazzi, e sono normali quelli che noi chiamami pazzi...
sai scrivere versi con capacità e forza ... sei davvero
Per capire da che parte sta la follia, bisognerebbe sapere qual'è la normalità...e non credo da tanto tempo che la maggioranza faccia automaticamente la giustizia... Poesia incredibilmente amara e stupenda... un profondo inchino.
Si è molto difficile individuare il limite oltre il quale le ragione sfocia nella follia anche perché di quel mondo sconosciuto poco sappiamo... Tu ne hai saputo dare una rappresentazione con la tua arte e bravura introducendoci nel virtuale ed in quel mondo quasi asettico dove la solitudine è a colloquio... .
Molto sottile quel confine tra follia e ragione deve essere valicato tutte le volte che abbiamo necessità di nutrirci di un pizzico di una oppure dell'altra. La salute della nostra anima si destreggia su equlibri delicati che dobbiamo alimentare variando il menù seguendo la regola della "non regola stabilita". Una grande verità in questa poesia trattata con acutezza d'ingegno e originalità
La follia è un attegiamento di difesa adottato dalle persone più sensibili... che dirti? E' magnifica!
conosco perfettamente questi luoghi (stanza imbottita numero cinque...) una persona a me molto vicina ne entra ed esce, e conosco quindi anche chi vive in questi posti, e che dire... io penso che dai "matti" ho imparato tante cose, dalla fragilità dell'essere umano alla grande dignità, e sono molto convinta che niente nella vita capiti a caso... In bocca al lupo!
un argomento molto difficile da trattare tu ci sei riuscita sei riuscita a trasmettere quelle emozioni che un essere umano non può capire se non coinvolto in prima persona si cara e dolce Marina la tua poesia mi ha letteralmente travolto sconvolto l'animo e ora sono qui a rileggere ancora le tue righe brava Marina un inchino
storia vera o inventata cosi, spunto o fantasia, che prende spunto dalla realtà,cmqe sia è una storia di "ordinaria follia",straziante rendersi conto che quella persona dietro la chat non ci sia più...come al solito grandi emozioni marina...
Vivere in un perenne stato di lucia follia forse è la vera condizione del nostro esistere... ma è difficile capire quando queste due fasi della nostra vita si alternino... tutto e niente... buio e luce... la nostra esistenza è una continua altalena di emozioni... sempre fortissime leggendo questi versi. Piaciuti, originali, sfogo dell'anima molto apprezzato.
Tutti sfior iamo la follia almeno una volta nella vita o anche di più...Tutti possono riconoscer si in questa atmosfer a così ben evocata...
La mia villa si chiamava Babetta. Doveva diventare centro sociale. Biblioteca comunale. Come? La dovevamo espropriare. Noi proletari che da studenti diventammo disoccupati. Ora l'ha comprata un danaroso e l'ha chiamata con il suo nome. Le cose cambiano. Si che cambiano. Il nome. Solo quello.
Questa è una delle tue più belle poesie da quando ti leggo. Mi hai lasciato alla fine della poesia con la voglia di leggere una continuazione anche se così è perfetta, nello stile ma anche nel suo contenuto così travolgente! Bellissima!
proprio bella, un incalzante rincorrersi tra i versi tra la lucidità e l'estroverso fantasticare... tra realtà ed illusione... una composizione da tener presente. piaciuta



















