Il mio papà
Ausilia Giordano
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Al mattino preciso per le sette,
il mio papà mi chiamava,
mi additava le lancette,
col pigiama mi aiutava.
Poi di corsa in cucina,
mancava un quarto alle otto,
preparava latte e merendina
e mi sistemava il cappotto.
Otto e un quarto: eravamo a scuola,
lui era sempre puntuale;
la sua carezza ancor mi consola:
era il mio angelo speciale.
Poi il tempo dei saluti
coi baci che andavan su e giù,
non c'eran più minuti,
non si poteva stare insieme più.
Guardando le lancette
veloce il mio papà
al lavoro poi andava in fretta
per la puntualità.
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Ausilia Giordano
Commenti (1)
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Angela Rainieri21 marzo 2010
Versi evocativi di ricordi che descrivono con dolcezza e delicatezza la figura del padre. Molto bella e apprezzata.

