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Riflessioni 26 marzo 2010 · lettura 1 min · 3117 letture

Normal pride

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Sorelle dilette stimati fratelli, dopo lunga tenzone nell'anima mia a voi m'offro nudo e confesso l'indicibil colpa. Amai ed amo solo donne, e pur non trovando disdicevole che s'ami lo stesso proprio sesso, mi piaceranno sempre solo quelle; nemmeno son coprofago televisivo né trovo interessante osservar assurdi esibizionismi e sentimenti finti ed urlati in zoo prefabbricati con tanto di donna cannone ed uomo falena, e non ho tessere colorate e politiche contaminazioni, non godo di raccomandazioni e non mi vanto d'avvisi di garanzia: insomma, terribile a dirlo, sono normale.
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...perdonatemi... sono normale...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (3)

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L
Lorenzo Crocetti26 marzo 2010

Normalità. Ti stai sbagliando. In tempi attuali sei tu l'anormale. e sono invece loro, i finocchi e i coprofagi (con tutto il rispetto anche per chi mangia la merda, perché gli lasciamo questo diritto) i normali. Anche io non sono normale, perché non mi piacciono i finocchi (nemmeno rosolati all'olio) e i mangiatori di merda. Perciò mi pongo con te, senza però arrabbiarmici tanto, nel novero degli anormali.

Enio Orsuni26 marzo 2010

io te e lorenzo... possibile che siamo solo in tre ad essere anormali? io non metto i manifesti per decantare la mia eterosessualità e non mi piace chi sente il bisogno di farlo e lo fa sfacciatamente. questo è il mio modo di valutare chi ha pieno diritto di essere ciò che è. da chi come noi è anormale.

Berta Biagini26 marzo 2010

Ognuno ha diritto di essere quello che è – l'importante è rimanere se stessi senza porsi su di un piedistallo.