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Ribellione 26 marzo 2010 · lettura 1 min · 5177 letture

Dedica bastarda

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Non c'è parola o segno d'interpunzione rima baciata o verso sciolto che non sia pervaso della tua sostanza. Da te soltanto è fecondata ogni mia proposizione. Avrei voluto saperti fiero di questo mio pensiero inseminato. Invece ai tuoi occhi sono soltanto sterile embrione che allo specchio si guarda il grembo, recitando all'infinito questo monologo paradossale che non ha opzione alcuna di mutar la sua natura. Il significato del nome mio che tanto ti fa paura non è vendetta, anima mia, ma solo legittima condanna per la presunzione mia d'averti preso a tutti i costi, anche contro il voler tuo.
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Non è vero che si scrive per soddisfare un egoistico bisogno. E' necessità di comunicare, di uscire dal proprio monologo interiore. Purtroppo però a volte capita che proprio chi ci sta più a cuore non abbia interesse alcuno a starci ad ascoltare.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (26)

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Raggioluminoso26 marzo 2010

L'ascolto attivo non è dote che molti possiedono. Probabilmente la frenesia della vita porta a questo, o più semplicemtne il pensare che si possano rimandare discorsi e interzaioni, senza rendersi conto che il poi potrebbe essere troppo tardi. Molto significativa, spunto di riflessione di ampio respiro. Piaciutissima lirica. Versi eccelsi!

Giorgia Spurio26 marzo 2010

l'arte nasce per comunicare con noi stessi ...e con gli altri... per urlare a chi non ci ascolta. proprio da chi più amiamo vorremmo che le nostre parole... poesie... versi... rima... grida... siano ascoltate... invece viaggiano come fantasmi muti... imbavagliati... sterili embrioni... e ribelle allora diventa un'azione... sensuale e prepotente... senza parole impadronirsi dell'anima sua, "farlo proprio" l'individuo che non ci ascolta a cui eppure parliamo... bellissima

Angela26 marzo 2010

A volte succede che i nostri versi più belli e più sentiti incontrino solo indifferenza negli occhi e nel cuore delle persone che ce li hanno fatti scaturire e con cui ci farebbe immensamente piacere condividerne le emozioni. Impossibile evitare in alcuna maniera questa realtà che dobbiamo subire e che ci offende nel nostro intimo più profondo. Ma credo che non dobbiamo imputare alcuna colpa a chi ci ignora non essendo egli capace di provare questi sentimenti di condivisione che pur gli gioverebbero. Egli è meritevole della nostra pena perché nella vita qualcosa di grande sempre gli mancherà irmediabilmente noi siamo forti della nostra grande ricchezza LA POESIA non importa se viene rifiutata ciò non ne sminuisce il valore

Aldo Bilato26 marzo 2010

Non sai quanto condivido...è uno stillicidio... lirica stupenda, che colpisce come una mannaia e decapita... complimenti. cià.

Vivì26 marzo 2010

Parole durissime, ma non posso che condividere te il concetto espresso sia nella poesia che nella nota esplicativa. A volte sono proprio quelli che dovrebbero esserci più vicini che latitano in questa nostra passione. Sai cos'ho pensato anche? Che potrebbe trattarsi solo di gelosia nei confronti di chi sa mettere insieme i versi per comporre una poesia. Ma forse mi sbaglio. Poesia condivisa e apprezzata.

Silvia De Angelis26 marzo 2010

Credo che in molti viviamo questo tipo di realtà...il non essere letti da chi più ci sta a cuore... vuoi per indifferenza, o la corsa stressante della vita, o quasi una forma di ritorsione inconscia... non so e non mi interessa... mi fa star bene scrivere e proseguo per la mia strada... chi mi ama mi segue! Lirica molto condivisa, apprezzatisima!

A
Arelys Agostini26 marzo 2010

El escribir para mi es vida, y muchas veces tristeza... Dicen que nadie es profeta en su tierra y yo digo que muchas veces tampoco nadie es profeta en si propia casa... Pienso que aquellos que llevamos el arte en al sangre, tendemos a sumergirnos demasiado en un mundo propio creado solo y entendido solo por nosotros mismo ya que nadie mas es capaz de entender eso que somos, eso que queremos decir y expresar. Si somos madres, hermanos, ellos nos llaman: persona extraña y si somos esposa, ello dicen que tenemos un amante por como escribimos... Al final nadie aprecia y toma en cuenta eso que escribes y nunca pueden pensar que puede ser para ellos mismo. Cuanto entiendo a la autora por lo que dice en su nota.

Il non essere ascoltati fa sentire estranei in un mondo che a volte sembra non appartenerci ...ma la cosa peggiore è la mancanza di ascolto da parte di chi ci sta a cuore. Allora il rifugio nel monologo diventa inevitabile, ma scrivere senza comunicare ciò che l'anima partorisce, il monologo stesso diventa sterile... poesia interessante e come sempre l'autrice riesce a comunicare intense emozioni

Berta Biagini26 marzo 2010

Purtroppo è proprio come l'autrice afferma nella nota – difficile comunicare e far conoscere i nostri sentimenti a chi non ha alcun interesse per questo dono che ci è stato elergito come la poesia – a volte penso che solo al momento in cui non ci saremo più qualcuno andrà a scartabellare fra i nostri tesori – peccato che non potremo vedere la loro reazione – chissà se invece potremo goderne di questa visione – mah!.

Salvatore Ferranti26 marzo 2010

poesia molto vera. è proprio chi dice di volerci bene, spesso, a tradire questo nostro bisogno di comunicare. ed è una cosa molto triste, che fa riflettere... poesia che ho apprezzato, e ne condivido ogni verso.

P
Pp26 marzo 2010

Faccio anche mia questa poesia, non sai quanto mi ci ritrovo. , è proprio così, anche chi ti sta vicino e più ti ama, non comprende... Primo o poi dovrò sapere il perché...Applausi e fiocco, naturale che prendo il fiocco... la devo tenere a portata di mano! GRAZIE!

Barbara Rossi26 marzo 2010

I tuoi versi sono come un colpo di frusta, intensa e forte ribellione. Chi dovrebbe capirci e conoscerci, spesso, non è interessato a quello che proviamo ed agli inutili tentativi di comunicare anche un disagio o il bisogno di essere ascoltati... momento in cui è necessario riflettere e prendere delle decisioni. Vissuta in prima persona.

Francesco Scolaro26 marzo 2010

La comunicazione è importante specialmente quando si è ispirati da sentimenti forti ed essenziali per la nostra vita, il non ascolto turba e fa disperare l'anima in quanto denota disinteresse e superficialità che al cospetto fa tanto male. Condivisa ed apprezzata.

Nadia Mazzocco26 marzo 2010

Molto condiviso il pensiero della Poetessa nella nota. La poesia é stupenda, versi di ribellione intensi, molto sentita. é cosí,quando l'anima non riesce a comunicare, ci sarà sempre distanza infinita, anche se lui é vicino.

D
Dalassa26 marzo 2010

E' sublime scrivere poesie e dedicarle con amore agli altri, ma purtroppo si pretende inconsciamente scontata approvazione. Non ci si rende conto che chi non ha l'abitudine di esprimersi in questo modo puo' sentire inadeguato l'approcio al suo animo e reagire con imbarazzo anche talvolta mostrando indifferenza o altro atteggiamento poco cordiale. Le poesie possono per certuni sembrare invasive. Una musica che non si gradisce la si puo' sopportare ma non accettare. E' bene non crearsi mai aspettative con versi dedicati, ma aspettare che vengano raccolti dal proprio "prato" proprio come un bel fiore. Sentita ma non con ribellione.

Daniela Pacelli26 marzo 2010

Quanto sono vere ogni volta le tue riflessioni, come questa di oggi, condivisa al 100, si vuole parlare e scrivere per affogare e sfogare i nostri pensieri e per esser ascoltati da chi ci fa soffrire. Sa molto di ribellione giustamente questa lirica, "avrei voluto saperti fiero"invece ai tuoi occhi sono sterile embione. Il nome è leggittima condanna per averti preso a tutti i costi anche senza il tuo volere... passerà passerà prima o poi e sarà solo una vittorio trionale per te! Grande Marina!

Moreno il Duca26 marzo 2010

volevo scriverti molte cose volevo dirtene molte altre ma leggendo i commenti ho visto che lo spazio è ridotto e chi mi ha preceduto ha espletato i miei pensieri posso solo dirti che condivido il tuo scritto e che naturalmente la poesia e bella un inchino profondo a vostra maestà

A volte sembra inutile esprimersi, inutile parlare, inutile far percepire un qualcosa di noi stessi... Scrivere è comunicare sempre ciò che si ha nel cuore, dentro di noi... Per farlo ascoltare, o meglio sentire e semmai far trasparir il bisogno che abbiamo... Sai coinvolgere sempre con le tue opere nel toccare i punti di fondamentale trasporto di emozione.

Clara Gismondi26 marzo 2010

La poesia e l'arte in genere hanno molteplici aspetti che fanno del bene e fanno del male a seconda di cosa guardiamo. La nostra sofferenza va letta anche in funzione di uno sviluppo in una direzione che va a stimolare un altro modo di vivere certe situazioni. Scriviamo per noi e per chi ci vuole ascoltare per condividere. Per noi è un bisogno. Se chi ti sta a cuore non ti ascolta guarda da un'altra parte...

Anna Maria Scamarda26 marzo 2010

Una fra le funzioni proprie della poesia è, infatti, quella liberatoria. Ciò che dici è verissimo, ma forse, chi sembra non interessarsi a noi, sotto il profilo artistico, letterario, ecc... in fondo, nutre di noi una profonda stima. Oppure, semplicemente, non è interessato all'arte. E magari, gli è più congeniale manifestare in altro modo i propri sentimenti. In ogni caso, nulla può mai riuscire a smorzare la nostra passione di scrivere. La poesia sa amare, sa soffrire, sa capire ... Bella anche questa tua ribellione, Marina! In versi profondissimi e molto bene espressi.

Rossella Gallucci26 marzo 2010

A volte crediamo di poter comunicare le nostre emozioni, ma poi ci accorgiamo che l'altro non ha la stessa nostra sensibilità oppure semplicemente non capisce la poesia... Capita anche a me ma non me la prendo, capisco che non è scontato che la persona a cui rivolgiamo i nostri sentimenti attraverso una poesia, riesca a coglierne appieno il senso... Se poi l'altro in assoluto non è capace di ascoltarci (e non solo attraverso le nostre poesie)... allora il discorso cambia... Bella lirica, davvero ben scritta e piena di passione.

Clodiaf090426 marzo 2010

Intensissimo questo colloquio intimo con l'altro che ci ha rifiutati. Molto bella.

Rasimaco27 marzo 2010

io ascolto tante voci... ne ho ascoltate anche tante altre in passato ed altre ancora ne ascolterò... ma la tua è cristallina in questi versi... piaciuta.

Lucia Volpi27 marzo 2010

un altra tua poesia molto bella (quando ho letto il tuo commento mi è venuto da ridere, era piu bello il tuo commento della mia poesia)

Carmelita Morreale27 marzo 2010

Ho imparato purtroppo che l'altro non siamo noi... o meglio pensiamo che chi ci sta accanto pensi ciò che pensiamo noi, voglia ciò che vogliamo noi... in verità non è affatto così... E' UN MONDO A PARTE, che possiamo contaminare con le nostre elucubrazioni, con i nostri pensieri ma che non possiamo fecondare fino in fondo con la nostra mente... E allora meglio condividere le emozioni con chi ama la poesia... in modo affine al nostro... per fortuna non siamo monadi isolate! STRAPIACIUTA E CONDIVISA NEL PROFONDO DEL CUORE.

iezzi giampiero28 gennaio 2011

Anche se vivere talvolta è una vera fregatura, premetto che parlo per me, è necessario rimettere tutte le cose a posto, per forza, prima di dover andare via.