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Ribellione 3 aprile 2010 · lettura 1 min · 2606 letture

Silenzio

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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E' l'ora del silenzio. Intollerabile morte dopo il supplizio dei chiodi e delle spine. Pioggia che lava sangue d'innocente agnello. Mani pietose avvolgono il corpo nudo disarticolato. scandaloso Dio fattosi uomo nella putredine affonda per elevarsi al cielo. Espiatorio capro che odio e violenza placa. Vittime prive di colpa giacciono ai piedi del Calvario dove Cristo per primo s'è sacrificato. A loro il lenzuolo di lino sarà negato.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

L'antropologo francese René Girard sostiene che all'origine della società umana esisteva un assassinio sacrificale. Scaricando su un capro espiatorio la violenza che oppone ciascuno a tutti gli altri, si placano i conflitti interpersonali e si fonda il vincolo sociale. Leggendo i Vangeli Girard dimostra successivamente che la vittima, uscendo dalla sua passività, proclama la sua innocenza e "diventa l'Agnello di Dio". Nella società odierna si compiono molti delitti, che spesso restano impuniti e la violenza dilaga, senza placare alcun conflitto. Siamo forse tornati alla preistoria?

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (20)

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Aldo Bilato3 aprile 2010

e quanto hai ragione! questo capolavoro che ci hai donato, pone la domanda... ma la risposta è, che non ne siamo mai usciti... la storia oggi non la facciamo più noi... ma chi se la inventa... soprattutto con abusi e violenze d'ogni genere. complimenti. fiocco. cià.

Moreno il Duca3 aprile 2010

pensiero stupendo merita un'ampia riflessione credo che la teoria proposta dall'autrice sia lineare e coincida esattamente con il pensiero di molti lettori, stiamo ritornando alla preistoria? l'interrogativo proposto, la violenza odierna è molto più tenace di quella passata, nella storia si placavano le ribellioni con la violenza, al giorno d'oggi si fomentano, ed eccoci nella preistoria, complimenti ottima poesia

E già... ai tempi della preistoria almeno c'era una giustizia vuoi o non vuoi giusta, ma almeno qualcuno se la faceva da solo. Ora chi agisce con violenza distruggendo vite umane, per chi rimane e anche a hi viene tolta la vita, è un disumano agire. E al Cristo un panno di lino per asciugarsi le ferite il sangue, è stato porso, mentre a queste povere vittime nemmeno questo è dato... A volte muoiono da soli senza nemmeno una person accanto a reggergli una mano! Intenso valore... versi esprimono un grandissimo messaggio in grande spessore di stile. Un augurio speciale Marina i miei complimenti vivissimi

Raggioluminoso3 aprile 2010

Versi quanto mai significativi per esprimere una condizione sociale che vede ancora la violenza come protagonista. La storia sembrerebbe non insegnare nulla e le atrocità continuano a essere perpetrate. Un plauso a questa poetessa che sa evidenziare sempre tematiche molto importanti. Apprezzatissima!

Barbara Rossi3 aprile 2010

Versi di grande impatto... riflessione che è impossibile non condividere, mondo dove la violenza è nel vivere quotidiano... dove le aggressioni sono normale atteggiamento. Forte messaggio e denuncia! Applausi e Fiocco!

Vivì3 aprile 2010

Come sempre il tuo poetare è di grande impatto emotivo per me. sai trasmettere sensazioni straordinarie, è come essere vicino a te e accompagnare la tua mano nella stesura ogni verso e viverla con tutta l'anima. Lirica da lode, apprezzata e condivisa.

Nadia Mazzocco3 aprile 2010

Complimenti e infiniti applausi! Una poesia in cui il lettore non puó rimanere indifferente, per il grande impatto emotivo che coinvolge. Da segnalare certamente questa tua Poesia.

E si cara poetessa, sembra proprio che il mondo va a ritroso nonostante i progressi della scienza e della tecnologia. A mio avviso oggi si fa abuso di potere in tutti i campi scegliendo anche chi deve essere punito ingiustamente e chi invece continua a fare violenza sugli altri. Poesia di intenso contenuto la cui lettura suscita emozioni e riflessioni

Massimo Mangani3 aprile 2010

purtroppo prima di risalire dovevamo toccare ill fondo ... Lustri di agonia terminati l'alba della ragione or spargerà aliti di rinnovato spirito. La fine dei nostri tempi è lì... a quell'ultimo granello. fortunatamente cambierà tutto ...quel che è stato mai più sarà ...ti auguro una serena Pasqua

D
Dalassa3 aprile 2010

La coscienza spirituale dell'uomo deve nascere autonomamente e non perché si riceve un'educazione religiosa, di qualsiasi credo, solamente tramandata. Le nostre culture religiose occidentali hanno sempre mirato al "se non credi é peccato" piuttosto che sviluppare le capacità interiori dell'individuo. Gli orientali in questo sono avanti a noi già da qualche secolo. Ci si può sentire enormemente sensibili a tutto e dichiararsi non credenti, perché inadeguati agli insegnamenti convenzionali, ma avere una profondità d'animo senza eguali. Sta a noi credere ad un qualsiasi cielo che ci appartenga e che ci accolga e non dar retta a chi della spiritualità ne ha fatto uno scettro di potere.

Kiaraluna3 aprile 2010

Versi di intensa bellezza... che stringono il cuore nella morsa dell'irriconoscenza per il Dono ricevuto. Poesia che scaturisce da un'anima grande, grazie infinite Marina, un abbraccio e sinceri auguri.

Francesco Scolaro3 aprile 2010

Versi che traggono spunto da un pensiero complesso con il quale si può essere d'accordo se osserviamo la fenomenologia corrente inerente a conflitti sociali tragedie e responsabilità che non trovano paternità mentre si sente la necessità a tutti i costi di un colpevole da immolare all'opinione pubblica. Se così fosse ritorneremmo veramente ai tempi della caccia alle streghe. Poesia impegnativa che fa tanto pensare.

Salvatore Ferranti3 aprile 2010

molto intensa questa poesia che pone infiniti interrogativi sulla natura dell'essere umano... siamo tornati alla preistori? tu ti chiedi. ma è domanda collettiva, vedendo quello che succede in giro di questi tempi. è la coscienza collettiva che si è formata nei secoli dove è andata a finire? ha le mani sporche di sangue? poesia di una bellezza estrema, commuove e coinvolge il lettore. applausi infiniti.

Silvia De Angelis3 aprile 2010

Sembra che la violenza non possa fare a meno di macchiare il nostro quotidiano, brulicante di eventi cruenti e sconvolgenti che sembrano quasi approdare in una generale indifferenza... Lirica molto apprezzata

Daniela Pacelli3 aprile 2010

E' p'ora del silenzio, morte intollerabile dopo il supplizio dei chiodi e delle spine. Vittime prive di colpa giacciono ai piedi del Calvario . Poesia che fa riflettere assai, siamo davvero tornati alla preistoria? Complimenti Marina, altra bella perla di saggezza. Un applausone e tanti aguri di

Clara Gismondi3 aprile 2010

Eravamo e siamo soggetti al potere della sopraffazione perché l'uomo non è mai cambiato. Questo forse era già scritto nei testi del Vangelo ma non abbiamo ancora capito che l'uomo non si è redento e Cristo è morto invano sulla croce. Chi si salva se non l'agnello sacrificato? Per sollevarci dalla putredine avremo bisogno di una grande ruspa e poi al lavoro... bonificare... Ma non ascoltare i miei vaneggiamenti... Dicono (e l'ho sempre pensato anche io) che il perdono sia l'arma vincente... Mah... Intanto cerca di passare i giorni festivi in serenità... Augurissimi!

S
Silvia Cingolani3 aprile 2010

Oltre alla poesia, mi ha colpito molto la foto di quel ragazzo legato... sembra proprio un cristo, crocifisso senza colpe, più volte, senza motivo, senza capire se c'era un altro modo per fargli espiare le sue colpe... e senza lenzuolo di lino... grazie Marina sono felice di avere l'onore di poter leggere le tue poesie, e di averti conosciuta, anche se virtualmente.

Gabry Salvatore3 aprile 2010

Straordinaria produzione poetica, riflessione profonda sul tempo e la crudeltà umana che continua a macchiare di crimini il nostro mondo. Come per Gesù tanti anni fà stessa sorte. Stupenda!

Anna Maria Scamarda4 aprile 2010

Profondissime le riflessioni contenute nell'opera. Le stesse che ho fatto anch'io e che credo abbiano fatto tanti. Vittime innocenti deposte ai piedi del Calvario di Cristo. Ma a loro, dicono i versi, "non viene dato il lenzuolo di lino". Chiunque porti il Calvario di Cristo, Rappresenta Cristo Stesso. E così, ogni gesto di Pietà compiuto nei confronti di Gristo, riportato dai fatti storici che hanno riguardato la sua Passione, diviene il simbolo del "lenzuolo di lino" che Egli stesso pone sul sangue degli innocenti. Riservandosi, per i carnefici, il Giuduzio Finale. In realtà i carnefici, finché restano tali, pagano già in vita l'inferno. Nelle esplicite Parole di Dio: "il salario del peccato è la morte".

Giovanna De Santis4 aprile 2010

e quanti Cristo in Croce che vengono innocenti inchiodati giorno per giorno la cattiveria è come gramigna il perdono è l'edera che si deve arrampicare, sembra davvero che la crudeltà si sia fermata alla preistoria capolavoro di elevato spessore che conservo