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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Uomini 5 aprile 2010 · lettura 1 min · 2832 letture

Vigilia di un giorno di festa

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Alla vigilia della festa comandata il ristorante sul lago con veranda accoglie giovane uomo con due bimbe per mano. Affini sembianze rivelano la discendenza. Sguardi innamorati incerta complicità timidamente ritrovano la strada. Bacio rubato a soffici guance ritrose impacciate mai abbandonate. Labbra di zucchero sfiorano la coppa di gelato. Padre e figlie pranzano in riva al lago. Assente il tepore di una casa nel malinconico rito di un uovo di Pasqua scartato il giorno prima della solenne festa.
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La vigilia di Pasqua ero in un ristorante ed ho assistito alla scena. Ho pensato ad alcuni dei miei scolari e ai loro papà, di cui conosco la storia...

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (18)

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Raggioluminoso5 aprile 2010

Una autrice che sa far correre i brividi d'emozione nelle vene del lettore. Versi molto toccanti che ben delineano le problematiche che vivono molti bambini, soprattutto nei giorni delle "feste". Indubbiamente sono scene commoventi, a cui però non si può porre rimedio. Meglio, per loro, vivere la serenità - sperando ci sia - di una separazione che la tragedia di continui litigi. Molto apprezzata. Inchini e applausi per questa poetessa!

Enrico Baiocchi5 aprile 2010

Purtroppo è vero, oltre vivere la sofferenza di una separazione, i figli, a volte semplici pacchi postali, non possono toccare la felicità nelle feste che dovrebbero essere vissute con entrambi i genitori, spesso indifferenti a tale diritto. Rimane solo da augurarsi che nel loro animo non si innalzino muri di odio e incapacità di amare. Complimenti alla sensibilità dell'autrice. Molto condivisa e moltissimo piaciuta.

Moreno il Duca5 aprile 2010

versi toccanti che producono emozioni la storia amara dei bambini i cui genitori si sono separati non vivono appieno queste festività ma sono condannati a soggiornare dove vengono posti senza chiedere niente a loro solo un cuore grande e sensibile come quello della nostra brava poetessa poteva portarci in questo mondo che sa di malinconia complimenti cuore generoso

Daniela Pacelli5 aprile 2010

Mi immagino la veranda sul lago... e gli sguardi innamorati, incerta complicità...labbra di zucchero... dolcezza intrisa in questi versi di una poesia che ricalca tante realtà odierne. Genitori separati che si dividono i tempi ed i figli... e nel giorno prima di Pasqua, il papà che bacio i suoi figli e in anticipo gli da il regalo di Pasqua. Commevente! Bellissima Marina e tanto piaciuta per il tuo stile e metafore che danno il quadro perfetto dell'insieme

Vivì5 aprile 2010

Ormai è questa la brutta realtà a cui si assiste e non solo nei ristoranti, ma anche nei cinema o nei giardini pubblici o anche solo a passeggio. I figli dei genitori separati vivono così, contesi tra i due genitori come fossero cose di proprietà .poesia molto veritiera, condivisa e apprezzata.

Massimo Mangani5 aprile 2010

brava altro sasso in aria dovremmo avere uno spazio maggiore per commentare... sensibile

Berta Biagini5 aprile 2010

Commoventi versi che toccano un tasto ormai frequente oggigiorno ed al quale più il tempo passa e più sembra ci si debba abituare – mi chiedo se esiste ancora il famoso amore che doveva durare tutta una vita.

Soffici guance ritrose impacciate mai abbandonate... Bimbi che vivono tra una mamma quotidianamente e papà che li vivono meno... Nell'incontro ci si resta magari un po' chiusi intimidite perhè i comportamenti magari sono difficili, aprirsi è difficile... Sarebbe bello a volte pensare che la coppia che si lascia sia sempre in buoni rapporti per i propri bimbi, affinché crescano sapendo che ci sono mamma e papà... Lirica di grande sensibilità con uno scenario che ne fa un quadretto completo. Grazie

Kiaraluna5 aprile 2010

Sei un'anima attenta e sensibile Marina, non ti sfugge nulla... dalle tue poesie imparo sempre qualcosa, soprattutto ad amare... e questa è stupenda... GRAZIE.

Salvatore Ferranti5 aprile 2010

chissà quante ce ne sono di storie come queste in giro per il paese... storie di separazioni, di bambini feriti, di orgogli che si devono addolcire, almeno nei giorni delle feste comandate... e di uova di pasqua che hanno un gusto amaro, troppo amaro... splendida opera poetica, sei grande. una donna sensibilissima.

Saldan5 aprile 2010

Mi piace moltissimo il verso "festa comandata"...effettivamente non capisco per quale motivo debba esserci una data prestabilita per poter "festeggiare", non è mica detto che gli umori debbano essere forzatamente docili e favorevoli, o quantomeno festanti... così come il forzato goliardismo carnevalesco, non ha molto senso a parer mio... comunque riesci sempre ad esprimere poeticamente concetti molto profondi e completamente condivisi... praticamente mi "costringi" a conservare tutte le tue poesie, difatti un fiocchetto lo metto pure in questa eheh, continua così!

Silvia De Angelis5 aprile 2010

..."quell'uniti per sempre" ormai giace nel dimenticatoio e tanti figli sono sballottati quà e là, in ore a noleggio, con uno dei due genitori che superficiali frequentano un altro compagno e non si curano del benessere ed equilibrio della propria prole... Apprezzata lirica...

Rossella Gallucci5 aprile 2010

Toccanti questi versi di un'anima sensibile e attenta alle sofferenze soprattutto a quelle dei bambini. Ahimé, questa è una realtà troppo diffusa oggi e spesso a soffrirne di più, oltre ai figli, sono i padri che si devono accontentare delle briciole di tempo stabilite dalla legge. Molto molto condivisa questa sofferenza e tanto piaciuta

Barbara Rossi5 aprile 2010

Come sempre la Tua sensibilità ti porta ad esplorare dolori che avverti nella malinconica complicità ...la separazione è un doloroso percorso giocato spesso sulla serenità dei figli, costruiamo famiglie dove la coppia non sempre esiste, questa è la vera grande tragedia che si consuma nelle famiglie che appaiono perfette e spesso sono solo finzione. E' un grande fallimento difficile da gestire, purtroppo. Tema che sento profondamente!

Clara Gismondi5 aprile 2010

Ormai le coppie separate sono quasi la normalità. Non lo è per i figli, naruralmente. Bella poesia, triste e vera.

Giorgio Lavino5 aprile 2010

Anch'io a Pasqua ho pranzato con mia figlia. E ho pranzato anche con mia moglie. Pranzo sempre con mia moglie. Perché voglio pranzare con mia figlia. Sempre. E a casa anche se non sempre amena perché spesso litighiamo proprio a pranzo. E non nella mestizia di un ristorante. Cara Marina i tuoi occhi sono di pescatore vedono anche in mezzo a un groviglio di onde.

Antonella Bonaffini5 aprile 2010

Hai saputo leggere tra le righe di rapporti non sempre di facilissima gestione... versi molto rappresentativi, molto molto bella!

Crepax735 aprile 2010

Ognuno di noi quando legge una poesia si immedesima in essa. In questa fotografia rivedo molte mie vicissitudini... Grazie!