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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Amicizia 7 aprile 2010 · lettura 1 min · 3076 letture

Figli d’Italia

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Italia lontana Paese ignoto. Idioma arcaico dei tuoi bisnonni socialista vanto di tempi ormai distanti. Pronunce del mondo ne conosci tante eppure la tua la distingui al canto rammentando il suono della remota lauda. Orgoglio e onore vanti per la tua terra da cui l’oceano separa il corpo. Ma il cuore no, è sempre quello. Della tua patria intoni l’inno. Sei ancora qui, candido giglio lontano figlio.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Parlando con LM., americano di origine italiana che vive negli USA, ma che considera l’Italia la sua vera Terra. Ama più lui questo Paese di noi che ci viviamo.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (20)

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Aldo Bilato7 aprile 2010

è vero... ho vissuto x un periodo in Francia... e di ciò che affermi se ne respirava l'aria... tra gli immigrati di quel tempo... lirica molto apprezzata. cià.

Antonella Bonaffini7 aprile 2010

Una poesia che tocca le corde del cuore questa di stasera... bei versi, graditissimo il video!

Sono un figlio di emigranti... Hai suscitato i me emozioni fortissime! Grazie...

Daniela Pacelli7 aprile 2010

Potrebbe essere il nuovo inno nazionale. Orgoglio e onore vanti per la tua terra ma il cuore no, è sempre quello. Della tua patria intoni l'inno. Grandissime emozioni Marina, da te che ogni sera ci dai sempre validi motivi per riflettere e commnuoverci. Grazie!

Raggioluminoso7 aprile 2010

Non è facile vivere il sentimento di "sradicamento" dalla propia terra. Questa è una problematica psicologica che rimane stampata nel cuore e non solo di quelli che partono, ma anche dei figli degli emigrati. Il discorso sarebbe assai complesso da fare in questo poco spazio. Aggiungo solo che questa lirica tocca il cuore nel profondo, soprattutto di coloro che hanno vissuto lo sradicamento delle origini. Emozionantissima. Molto sentita e graditissima!

Vivì7 aprile 2010

Molto bella e intensa questa tua, Sarà perché sono molto attaccata alla mia terra e ne vado orgogliosa, questa tua mi ha fatto rabbrividire. Poesia molto molto apprezzata.

Lucia Volpi7 aprile 2010

e' piu facile vedere i difetti che i pregi in ogni cosa, non ti nascondo che sono abbastanza delusa anche se amo la mia nazione.

Salvatore Ferranti7 aprile 2010

il richiamo della propria terra è sempre forte e potente...è bello sentire questo grido dell'appartenenza... l'orgoglio di essere italiano... anche se, chi ha il cuore grande, si sente cittadino del mondo... applausi, poesia molto sentita.

Kiaraluna7 aprile 2010

Senza nulla togliere ai legami del cuore, credo sia più facile amare quando le sassate non ti arrivano a te... se vivesse qui... chissà! Una struggente e patriottica poesia Marina, scritta col cuore... tricolore! Un abbraccio.

Silvia De Angelis7 aprile 2010

Versi meravigliosi che, durante la loro lettura, suscitano profonde sensazioni per l'intensità dell'argomento trattato... Piaciutissima lirica

Barbara Rossi7 aprile 2010

Versi che vibrano di un sentimento profondo, spesso sono gli italiani che vivono altrove a sentirlo così intenso ed ad averne una profonda nostalgia... Bellissima! Sempre

Berta Biagini7 aprile 2010

Versi che mi hanno riportato alla mente parole di mio padre quando piccolina mi raccontava i problemi che avevano gli emigranti – il loro dolore, il loro desiderio e le loro speranze.

Angela7 aprile 2010

Bellissima poesia che riesce a da voce alla sofferenza di chi vive lontano dalla propria patria e a volte nepppure la conosce. L'amore di patria e più sentito da coloro che abitano lontano e vivono in una continua nostalgia

Moreno il Duca7 aprile 2010

Marina hai scritto una meraviglia, la patria terra dei nostri avi ora nostra emblema per molti ma non per tutti, l'emigrante è molto attaccato alla sua terra alla sua patria noi che l'abitiamo un pochino meno a parte il sottoscritto che ha una patria nella patria la mia terra d'origine è sacra la sua millennaria storia per me è la bibbia sono fiero anzi direi fierissimo della mia terra un abbraccio moreno

Anna Maria Scamarda7 aprile 2010

Questi versi mi riportano al ricordo dell'impeto sentimentale dal quale mi sono sentita pervasa quando ho scritto di getto "A Mugghieri Dù Mari", che, benché nella specifica poesia, mi riferissi all'amore per la mia terra siciliana, il sentimento nel mio cuore, si estende non soltanto all'isola ma all'intera Penisola, quale nostra Patria Nazionale Italiana. Bella! Ricca di sentimenti patriottistici. Emozionatissima! Un po' come rivedere le immagini del mio saggio ginnico alle elementari, sulle note dell'Inno di Mameli. Applausi Marina, a te e alla nostra Meravigliosa Italia!

M
Mau03587 aprile 2010

l'HO SEMPRE DETTO CHE HAI CORAGGIO! Hai scritto una gran bella cosa, bella virtuosa e coraggiosa. Non è da tutti oggidì.Se le tue cicale non si arrabbiano ti invio senti com pli men ti che sono STRAMERITATI.

D
Dalassa7 aprile 2010

Condivido in pieno il commento di Kiaraluna perché di immigrati ne ho conosciuti tantissimi e l'amore per la patria quando si é lontanti si veste di profonda nostalgia, però le stesse persone quando poi capitano di ritornare in visita in Italia, non mancano mai di criticare (giustamente) ciò che non va rispetto al paese dove vivono... insomma chi sa... ce ne sono di tutti i tipi. Comunque questo mio discorso nulla toglie ad una poesia scritta da un'autrice che sa sempre emozionare.

Barbara Golini7 aprile 2010

Cara Marina, hai colto molto bene il dramma di chi come me vive lontano dalla propria terra... quando ci sei nn te n'accorgi nemmeno perché è lì, non hai bisogno di chiamarla... quando è lontana invece hai bisogno di chiamarla ogni attimo per non dimenticarne nemmeno una piega del volto... e si diventa pignoli e si conservano gli odori e i sapori gelosamente e si prova e riprova invano a riprodurli. Hai mai sentito l'odore dei pomodori? E quello degli italiani? della loro generosità, bellezza e gentilezzae la profonda cultura? Io che ho girato tanto posso dirti che non c'è paese al mondo che t'accoglie con cotale disponibilità in ogni senso. Io ho scoperto l'Abruzzo solo dopo essermene andata, prima ero solo proiettata verso l'estero...

Clodiaf09047 aprile 2010

Triste eppure così toccante nella sua verità. Sappiamo, capiamo ancora cosa voglia dire "patria"? Non so... Molto apprezzata.

Giuseppe Monteleone13 aprile 2010

eccezionale componimento... la manderò ai mie parenti in Argentina... e ai mie amici d'infanzia sparsi per il mondo...